Il talento blaugrana non ha alimentato direttamente la polemica. Ma una frecciata l’ha comunque lasciata
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Lamine Yamal non si nasconde. Anzi. Quando gli mettono davanti il Real Madrid, risponde a modo suo. Senza troppi giri di parole. Alla vigilia del debutto in Champions League, la stella del Barcellona è stata stuzzicata sulle polemiche arbitrali e sulle lamentele arrivate dalla parte blanca dopo la prima sconfitta in Liga. Yamal ha ascoltato. Poi ha colpito. “Se non hanno vinto negli ultimi anni, è un problema del Real Madrid. Chiedetelo a loro”. Una risposta secca. Quasi gelida. Il talento blaugrana non ha alimentato direttamente la polemica. Ma una frecciata l’ha comunque lasciata. E non è passata inosservata. Anche Flick ha provato a spegnere il fuoco, difendendo gli arbitri. Yamal, invece, ha scelto un’altra strada. Poche parole. Ma pesanti.
Yamal attacca, Flick prova a spegnere la polemica: “Gli arbitri vanno sostenuti”
Il Real Madrid nel mirino. Yamal non lo ha detto apertamente, ma il messaggio è arrivato forte e chiaro. Il riferimento era alle polemiche arbitrali esplose dopo la sconfitta del Real in Liga. José Mourinho ha fatto sentire la sua voce. Yamal, invece, ha scelto di rispondere sul campo delle parole. “Non lo so. Se non vincono da anni, è un problema loro. Chiedetelo a loro”. Fine. Nessun altro commento. Una risposta che racconta anche la sicurezza del talento del Barcellona. Yamal non ha paura del confronto. Nemmeno quando dall’altra parte c’è il Real Madrid. E quando gli è stato chiesto un giudizio sull’arbitraggio, è stato altrettanto diretto:
“Siamo contenti dell’arbitraggio”. Poche parole. Ancora una volta. Diverso il tono scelto da Hansi Flick. Il tecnico ha provato a riportare tutto sul calcio, difendendo la classe arbitrale. “La qualità e il livello degli arbitri sono molto alti”, ha spiegato. Per Flick, gli arbitri vanno sostenuti. Soprattutto perché non hanno sempre vita facile. Yamal, invece, ha lasciato la sua firma sulla vigilia europea. Una piccola provocazione. Ma nel calcio, a volte, bastano poche parole per accendere una rivalità.
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