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TALENTI IN FUGA

“In Italia ti affossano, al Bayern Monaco no”: la frecciata del baby talento Della Rovere

Francesco Intorre
Guido Della Rovere, talento italiano del Bayern Monaco, lancia una stoccata al calcio azzurro: "Qui non ti affossano se sbagli". Il trequartista esalta la mentalità offensiva tedesca e racconta il suo speciale rapporto con mister Kompany
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Il calcio italiano ha vissuto un'altra immensa delusione, con l'ennesima assenza alla Coppa del Mondo. Però per il futuro c'è una grande speranza, che sta nei giovani italiani che sono emigrati all'estero. Uno di questi è Guido Della Rovere, trequartista italiano classe 2007 originario di Cremona e ora nelle giovanili del Bayern Monaco. I bavaresi sono abituati a focalizzarsi solo sui talenti locali per il proprio settore giovanile, ma per avere l'azzurrino hanno fatto una vera e propria eccezione.

Il Bayern Monaco ha adocchiato sin da subito Della Rovere, dato che l'hanno prelevato dopo solo una presenza, ad appena 16 anni, in Serie B. In Baviera, il talento ha bruciato le tappe. Ha subito giocato, da sotto età, con l'Under 23 e adesso, a meno di 19 anni, si allena stabilmente con la prima squadra allenata da Vincent Kompany. Negli ultimi giorni Della Rovere, intervistato da Sky Sport, ha lanciato una bordata al sistema calcio italiano: "In Italia direi che manca la fiducia, perché anche se un ragazzo sbaglia non deve essere sicuramente affossato subito", ha dichiarato il giovane talento attaccando sia i club che l'ambiente azzurro.

Guido Della Rovere con la maglia del Bayern Monaco (Profilo Instagram)

Il ribaltamento di campo e la libertà offensiva

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Lontano dalla pressione mediatica e tattica italiana, Della Rovere ha trovato la massima libertà d'espressione del suo cristallino talento. Analizzando le differenze tra i due movimenti calcistici, il ragazzo fa un paragone tattico netto e inequivocabile tra Italia e Germania, evidenziando una mentalità diametralmente opposta: "Diciamo che qua si punta più all'attaccare. Sicuramente con l'Under 23 durante le partite il primo obiettivo è segnare. Magari in Italia era diverso, un po' più un'attesa", sottolinea il fantasista azzurro. "Una tattica, un aspettarsi tra due squadre. Qui è un ribaltamento di campo continuo". Una visione chiara che spiega il perché i settori giovanili tedeschi riescano a sfornare giocatori molto più propensi al gioco offensivo e meno ingabbiati in rigidi tatticismi.

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A scuola da Vincent Kompany

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Forte di prestazioni maiuscole e di una crescita esponenziale, ormai Della Rovere è entrato costantemente negli allenamenti con la prima squadra, a stretto contatto con campioni di caratura mondiale. In questo contesto stellare, l'allenatore Vincent Kompany si è dimostrato subito incredibilmente disponibile, agevolando l'inserimento del classe 2007 parlando persino italiano con lui. "È molto disponibile, parla anche italiano. Parla un sacco di lingue", ha rivelato il diciottenne.

"Ma scherza sempre, ride sempre. Ovviamente quando c'è da essere seri, è serio. Cosa mi dice? Quando facciamo esercizi individuali, magari lo sto facendo in coppia con un altro giocatore, mi dice di guardarlo bene nei movimenti, cosa fa e che cosa c'è da migliorare". Consigli d'oro da parte di un ex fuoriclasse, che certificano come il Bayern creda ciecamente in questo ragazzo. Una vera fortuna per lui, ma forse un grandissimo rimpianto per il calcio italiano legato ai club.