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Jagiellonia, rientra Pululu

Jagiellonia, Siemieniec e Pululu le armi per provare a ribaltare la Fiorentina

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Il Jagiellonia avrà bisogno di una vera e propria impresa per ribaltare lo 0-3 dell’ andata con la Fiorentina: al Franchi i polacchi si affidono al tecnico Siemieniec e ritrovano Pululu
Vincenzo Bellino
Vincenzo Bellino Redattore 

La Fiorentina deve completare l’opera nel ritorno dei playoff di Conference League dopo il successo per 0-3 in Polonia nel match d’andata. Lo Jagiellonia arriva però alla sfida con caratteristiche precise e una struttura solida: guida l’Ekstraklasa, propone un calcio organizzato e offensivo e può contare su un gruppo che ha acquisito fiducia e consapevolezza nelle ultime stagioni. Nonostante il risultato dell’andata, la squadra polacca rappresenta un avversario preparato, con identità chiara e idee ben definite.

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Jagiellonia, il condottiero Siemieniec

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Il progetto dello Jagiellonia è cresciuto rapidamente e ha trovato la propria consacrazione con il titolo nazionale conquistato nel 2024. Un traguardo storico, ottenuto grazie alla guida di un tecnico giovane e ambizioso come Adrian Siemieniec, capace di dare alla squadra un’impronta moderna e riconoscibile. La filosofia è chiara: gioco propositivo, intensità, qualità nella gestione del pallone e grande organizzazione collettiva. La squadra non rinuncia a costruire dal basso e a mantenere il controllo del ritmo, dimostrando maturità anche nelle competizioni europee, dove ha saputo imporsi come realtà credibile e competitiva.

Fiorentina attenta! Rientra Pululu 

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Il punto di riferimento principale è Afimico Pululu, attaccante moderno e dinamico. Non è una punta statica, ma un centravanti capace di muoversi su tutto il fronte offensivo, abbassarsi per partecipare alla manovra e attaccare la profondità con grande rapidità. La sua struttura fisica compatta e il baricentro basso gli permettono di reggere i contrasti, mentre la velocità lo rende pericoloso negli spazi. Il suo rientro rappresenta un’arma in più per lo Jagiellonia: è stato protagonista della scorsa stagione europea e anche in questo campionato ha confermato numeri importanti. In stagione ha già superato quota quindici reti, dimostrando di essere decisivo sia in patria sia in campo internazionale. La sua capacità di incidere nelle notti europee è un fattore che aumenta il potenziale offensivo della squadra.

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Accanto a lui, lo Jagiellonia può contare sull’esperienza e sulla qualità di Jesus Imaz, elemento dal maggior tasso tecnico della rosa, capace di legare centrocampo e attacco con visione e precisione. Sulle corsie, la spinta di Alex Pozo garantisce profondità e uno contro uno, mentre l’equilibrio in mezzo al campo passa dal capitano Taras Romanczuk, giocatore di sostanza e leadership. Importante anche il contributo di Norbert Wojtuszek, terzino costante nella spinta sulla fascia.

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Jagiellonia, struttura tattica e organizzazione

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Dal punto di vista del gioco, lo Jagiellonia adotta prevalentemente un 4-2-3-1, che in fase difensiva può trasformarsi in assetti più compatti. La squadra privilegia un calcio palla a terra, con ritmo alto e movimenti coordinati tra i reparti. In fase di non possesso mantiene un pressing organizzato e un blocco medio-alto, cercando di recuperare rapidamente il pallone. Contro avversari di livello, può scegliere di abbassare i ritmi e gestire con pazienza il possesso, lavorando per attirare la pressione e creare spazi da attaccare con rapidità. Questa flessibilità tattica, unita all’intensità del gruppo, rende la formazione polacca una squadra difficile da affrontare, capace di adattarsi alle diverse situazioni della gara.