"I genitori di Yamal avrebbero scelto un altro calciatore al posto di Messi". Monfort, autore della foto iconica dei due calciatori, svela i retroscena dello scatto.

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La foto di Messi che fa il bagno a Yamal ha fatto il giro del mondo, e nei giorni prima e dopo la finale del Mondiale appena concluso, ha inondato i social. Joan Monfort, autore dello scatto passato alla storia, ha raccontato i retroscena in un'intervista a L'Equipe.

Una fotografia passata alla storia

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BARCELLONA, SPAGNA - 6 MAGGIO: Lionel Messi del Barcellona festeggia dopo aver segnato il secondo gol della sua squadra durante la partita di Liga tra Barcellona e Real Madrid al Camp Nou, il 6 maggio 2018 a Barcellona, Spagna. (Foto di David Ramos/Getty Images)

Il destino a volte prende strade che sembrano inspiegabili con la ragione. Il fatto che Leo Messi si è ritrovato a fare il bagno ad un neonato per una campagna pubblicitaria, e contro lo stesso neonato 19 anni dopo ha giocato una finale di un Mondiale, ne è la dimostrazione. A raccontare ciò che c'è dietro una fotografia che è entrata di diritto nell'epica del calcio moderno è stato Joan Monfort, autore della fotografia.

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Come lo stesso fotografo ha dichiarato a L'Equipe, il suo cuore si è diviso a metà in occasione della finale, che ha visto la Spagna uscire vincitrice. "Ho vissuto la finale dei Mondiali con sentimenti contrastanti. Quando sei un tifoso del Barcellona come me, Lionel Messi è un dio. Mi ha fatto male vederlo in lacrime. Ma questo è lo sport, doveva esserci un vincitore, e ovviamente sono molto contento per la Spagna".

"I genitori di Yamal non avrebbero scelto Messi se avessero potuto"

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La foto è stata scattata per una campagna del Barcellona insieme a UNICEF, come dichiarato dallo stesso Monfort. "La foto di lui e Yamal diventata virale è nata da un'iniziativa congiunta del quotidiano Sport , dell'UNICEF e del Barça per creare un calendario con i giocatori del club e bambini provenienti da contesti svantaggiati". Il fotografo è stato convocato dalla squadra per scattare una foto a Messi, come racconta al giornale. "La sfida era convincere Messi, che all'epoca aveva 20 anni, a interagire con un neonato, le cui emozioni ovviamente non si possono prevedere né controllare".

Quel giorno non era presente solo Messi: " Quella mattina ho fotografato anche altre stelle della squadra: Lilian Thuram, Thierry Henry, Ronaldinho, Samuel Eto'o, Xavi. Messi non era uno sconosciuto, ma era ancora ben lontano dall'essere la stella che è oggi". E, secondo il fotografo, la famiglia di Yamal si sarebbe opposta al destino molto volentieri: "Se la famiglia di Lamine avesse dovuto scegliere con chi associarlo, avrebbe sicuramente scelto qualcun altro".

E poi il racconto dello scatto: "Avevo sedici minuti per fotografare Messi con il bambino. Davvero poco tempo, quindi. Anche la madre di Lamine era presente. La sua presenza è stata preziosa per aiutarlo a sentirsi calmo e a suo agio". Monfort ha concluso raccontando la reazione della pulce al momento della foto: "Messi è rimasto sorpreso al suo arrivo. Era sicuramente la prima volta in vita sua che teneva in braccio un neonato. Era timido e un po' imbarazzato".

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