La leggenda tedesca ha criticato la gestione del Bayer Leverkusen, sua ex squadra, reduce da un mercato molto anonimo e che ha visto partenze importanti.
Toni Kroos in una sola parola: storia, eleganza, leggenda...
Toni Kroos non ha nascosto le proprie perplessità davanti alla rivoluzione vissuta dal Bayer Leverkusen, passato dalla vittoria della Bundesliga da imbattuto alla scorsa fallimentare stagione, terminata solamente al sesto posto. L'ex centrocampista tedesco, campione del mondo nel 2014 e vincitore di 6 Champions League (una con il Bayern Monaco e ben 5 con il Real Madrid), ha commentato con parole piuttosto dure la situazione del club nel suo podcast Einfach mal Luppen, soffermandosi soprattutto sulle scelte societarie e sulla nuova politica della società.
Kroos ha vestito la maglia del Bayer Leverkusen tra il 2008 e il 2010, anni in cui si è fatto notare dal Bayern Monaco che l'ha poi acquistato nell'estate del 2010 dopo una stagione da 35 presenze, 9 gol e 11 assist.
Le parole di Kroos sul Bayer Leverkusen
Dopo gli anni caratterizzati dalla storica Bundesliga conquistata nel 2024 e dal progetto costruito sotto la guida di Xabi Alonso, il Leverkusen ha intrapreso una fase di profondo cambiamento, caratterizzato dalla cessione della maggior parte dei protagonisti di quella clamorosa stagione. L'ex Real Madrid non sembra infatti convinto dalla direzione intrapresa dalla squadra tedesca, e nel suo podcast ha definito la situazione molto strana, mostrando perplessità davanti ai numerosi cambiamenti all'interno della squadra.
Ha iniziato parlando del suo rapporto con le aspirine: "Ho sempre avuto un debole per il Leverkusen perché il loro stile di gioco non è mai cambiato. Hanno sempre avuto un approccio calcistico caratteristico, e questo mi piace".
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Continua: "Lasci andare Rob Andrich, ma allo stesso tempo vendi due giocatori per quel ruolo. Non saprei, è davvero tutto strano".
Infine ha criticato aspramente i cambi di allenatore: "Per me, il Leverkusen è sempre stato sinonimo di costanza e di una certa calma. Sembra che questa saggia capacità decisionale sia andata un po' persa nell'ultimo anno. Non credo che sia un buon segno".
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