Senza alzare la voce, con la sola presenza di "un accessorio" sui propri vestiti. Così la Nazionale ha deciso di presentarsi ai Mondiali
Iran, attaccanti del Tractor in allenamento: soli davanti alla porta, non segnano mai!
Un gesto silenzioso, ma dal profondo significato simbolico. Al loro arrivo in Messico per il Mondiale 2026, i calciatori dell'Iran hanno scelto di rendere omaggio alle vittime della tragedia che ha colpito la città di Minab. Presentandosi con una spilla commemorativa appuntata sulle giacche.
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Una spilla per ricordare le vittime, l'Iran atterra in Messico con una protesta silenziosa
L'attenzione di fotografi e tifosi è stata catturata da un piccolo dettaglio dorato: il numero "168". Un numero che richiama le 168 persone morte nel bombardamento che ha colpito una scuola primaria femminile nella città iraniana di Minab lo scorso 28 febbraio. Una tragedia che ha segnato profondamente il Paese. Secondo le informazioni diffuse dalle autorità iraniane, gran parte delle vittime erano bambini e adolescenti.
La delegazione iraniana è atterrata a Tijuana con questo simbolo ben visibile. Trasformando il viaggio verso la più importante competizione calcistica del pianeta in un momento di memoria collettiva. Il gesto è stato interpretato come un tributo alle famiglie colpite e a una comunità che continua a fare i conti con le conseguenze di quella drammatica giornata.
🚨 LE TRÈS BEL HOMMAGE DE L’ÉQUIPE D’IRAN 🇮🇷 À SON ARRIVÉE AU MEXIQUE 🇲🇽. 👏
— Actu Foot (@ActuFoot_) June 8, 2026
Les joueurs sont arrivés en portant un pin’s en hommage aux 168 personnes décédées lors du bombardement de l’école primaire pour filles de Minab. 🕊️
🗞️ @Romain_Molina pic.twitter.com/uUtTGagibS
Non è la prima volta che la nazionale iraniana dedica un pensiero alle vittime di Minab. Già nei mesi scorsi, in occasione di un'amichevole internazionale i giocatori avevano partecipato a una commemorazione indossando fasce nere e mostrando zaini scolastici durante l'esecuzione dell'inno nazionale, in ricordo dei bambini coinvolti nella tragedia. In un evento come il Mondiale, che riunisce popoli e culture provenienti da ogni parte del mondo. Il calcio si è trasformato ancora una volta in uno strumento capace di trasmettere messaggi che vanno oltre il risultato sportivo. Senza slogan e senza dichiarazioni particolarmente elaborate, i giocatori iraniani hanno scelto un simbolo semplice per ricordare chi non c'è più.
Un gesto discreto, ma capace di attraversare confini e differenze. Riportando al centro dell'attenzione il valore della memoria e il rispetto per le vittime di una tragedia che continua a lasciare un segno profondo nella società iraniana.
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