Dopo la sconfitta all’esordio in campionato, l’allenatore dell’Iraklis ha parlato delle difficoltà della squadra, del mercato e del rapporto con la dirigenza.
Mazzarri arriva in Grecia: l'intervista a metà tra l'italiano e l'inglese è già un meme
Walter Mazzarri ha iniziato con una pesante sconfitta la sua avventura sulla panchina dell’Iraklis. La squadra di Salonicco è stata battuta 4-0 dall’AEK Atene nella prima giornata della massima serie greca. Dopo il difficile esordio, l’allenatore italiano ha parlato a SDNA delle difficoltà incontrate nella costruzione della rosa, delle partenze di alcuni giocatori e delle critiche ricevute, soffermandosi anche sul rapporto con il presidente Panagiotis Monemvasiotis e con alcune figure vicine al club.
Mazzarri: “Ci vuole pazienza, devo ancora capire il valore della rosa”
Il tecnico ha spiegato innanzitutto cosa, a suo giudizio, non ha funzionato nella gara contro l’AEK. Il problema principale è stato legato ai tempi di inserimento di alcuni nuovi giocatori, arrivati quando la preparazione era ormai iniziata.
“L’unica cosa che non ha funzionato è che abbiamo dovuto utilizzare calciatori che avevano avuto solo quattro o cinque giorni per conoscere il nostro modo di lavorare. Chi aveva svolto tutta la preparazione, invece, aveva fatto molto bene nelle amichevoli contro Bologna, Palermo e Parma”.
Mazzarri ha poi parlato delle uscite che hanno modificato la rosa a sua disposizione. Tra queste c’è quella di D’Ausilio, partito per motivi personali, mentre l’allenatore ha espresso apertamente il proprio disaccordo per la decisione relativa a Okaka.
“D’Ausilio è andato via per motivi personali, mentre non condivido la decisione presa su Okaka, che sarebbe stato molto utile per la crescita di questa squadra”.
Il tema della costruzione della squadra è quindi centrale nelle parole dell’allenatore. Mazzarri ha spiegato di avere bisogno di tempo per conoscere i giocatori arrivati durante il mercato e capire quali siano realmente adatti alla sua idea di calcio.
“Un allenatore come me giudica i giocatori sul campo. Molti sono arrivati tardi e devo ancora capire se sono adatti al nostro modo di giocare”.
Il tecnico ha poi risposto alle critiche di Giannis Kontis, consulente tecnico dell’Iraklis, che aveva commentato alcune delle sue scelte. Mazzarri ha spiegato di non conoscere personalmente Kontis e ha messo in discussione la possibilità di esprimere determinati giudizi senza avere, secondo lui, un’esperienza adeguata ad alti livelli.
“Mi hanno riferito delle sue dichiarazioni, ma non lo conosco. Non so se abbia mai allenato ad alti livelli per poter esprimere certi giudizi. Oggi tutti parlano di calcio senza avere le competenze necessarie. Non mi interessa quello che dice questa gente”.
Sul rapporto con il presidente Panagiotis Monemvasiotis, invece, Mazzarri ha utilizzato toni completamente diversi. L’allenatore ha parlato di un rapporto positivo e di una stima costruita fin dal suo arrivo all’Iraklis.
“Ho un ottimo rapporto con lui. È una persona che mi piace, il suo comportamento nei miei confronti è sempre stato dignitoso e nobile. C’è rispetto reciproco e finora tutto è andato bene”.
Subito dopo, però, è arrivata la parte più delicata dell’intervista. Mazzarri ha precisato che il problema non riguarda la pressione, alla quale dice di essere abituato dopo 24 anni di carriera, ma alcune persone rimaste a occuparsi del club mentre il presidente vive ad Atene.
“Il problema non è la pressione, ci convivo da 24 anni. Il vero problema è che il presidente vive ad Atene e ha lasciato qui alcune persone. Non so se stiano davvero lavorando per il suo bene. Questo è ciò che penso, ma per il momento preferisco non aggiungere altro”.
Una presa di posizione netta, soprattutto perché arriva dopo le parole di stima rivolte allo stesso presidente. Mazzarri ha quindi separato il rapporto personale con Monemvasiotis dalle proprie perplessità sulla gestione di alcune figure presenti all’interno del club.
Infine, l’allenatore ha rivolto il proprio pensiero ai tifosi dell’Iraklis, protagonisti di un sostegno che non è venuto meno neppure dopo la pesante sconfitta contro l’AEK. Mazzarri ha sottolineato la necessità di avere pazienza prima di poter valutare realmente il potenziale della squadra.
“Non mi pongo limiti ma ci vuole ancora molto tempo per capire quale sarà il vero valore di questa rosa. I nostri sostenitori sono straordinari: anche dopo una sconfitta applaudono e sostengono la squadra. È questo che serve ai ragazzi”.
Il messaggio finale è quindi rivolto proprio al pubblico, con Mazzarri che chiede tempo per permettere alla squadra di crescere e trovare la propria identità.
“Roma non è stata costruita in un giorno: ci vuole pazienza”.
Il 4-0 dell’AEK rappresenta così un avvio complicato, ma nelle parole di Mazzarri c’è la volontà di non fermarsi al risultato dell’esordio. Il tecnico vuole prima conoscere fino in fondo una rosa costruita anche attraverso arrivi tardivi. Nel frattempo, però, la sua presa di posizione sulle persone lasciate dal presidente a occuparsi del club aggiunge un elemento di tensione a una stagione appena cominciata.
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