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In un comunicato reso pubblico Lunedi, l'ONG Amnesty International ha lanciato un allarme circa i mondiali FIFA del 2026. La preoccupazione dell'associazione riguarda la "crisi dei diritti umani" che si sta vivendo negli USA negli ultimi tempi, con il timore di retate da parte dell'ICE ed episodi di discriminazioni razziali e non solo.
Il comunicato "L'umanità deve trionfare" sottolinea come "Sotto il mandato del presidente Donald Trump, gli Stati Uniti, dove si svolgeranno i tre quarti delle partite del Mondiale, sono il teatro di una crisi dei diritti umani". Questa situazione preoccupa molto l'ONG che lamenta come ne dal governo Trump ne dai vertici della FIFA siano arrivate rassicurazioni circa ciò che sta accadendo.
"Nonostante il numero impressionante di arresti ed espulsioni, né la FIFA né le autorità americane hanno fornito garanzie che i tifosi e le popolazioni locali saranno protetti dalla profilazione etnica e razziale, dalle retate indiscriminate e da detenzioni ed espulsioni illegali". Queste le parole di Steve Cockburn, il direttore pel programma giustizia economica e sociale di Amnesty. L'accusa della stessa Amnesty è che "questa crisi è caratterizzata da politiche migratorie discriminatorie, detenzioni di massa e arresti arbitrari da parte di agenti mascherati e armati dell’ICE (Immigration and Customs Enforcement), del Servizio doganale e di protezione delle frontiere e di altre agenzie".
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Gli Stati Uniti ospiteranno 78 delle 104 partite. Alcuni paesi tra cui Iran, Senegal e Costa D'Avorio rischiano di dover fare a meno dei propri tifosi visti i divieti imposti dall'amministrazione Trump. Ovviamente si ha molta paura anche per gli interventi dell'organizzazione anti-immigrazione del governo Trump, l'ICE. Un altro rischio è che alcuni tifosi potrebbero ricevere un controllo molto invasivo dei contenuti dei propri social network, controllo giustificato dalla ricerca di contenuti "anti-America".
Il timore non guarda solo le discriminazioni razziali. Amnesty fa sapere che anche le comunità LGBTQI+ europee e americane hanno dichiarato che "sarebbe pericoloso rendere visibile la loro presenza durante la manifestazione". Il Mondiale nasce come uno degli eventi più inclusivi e veicolo di unione e integrazione, ma l'attuale amministrazione statunitense rischia di compromettere questi valori.
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