La Premier League ha completato 100 acquisti a titolo definitivo di teenager negli ultimi cinque anni, più di ogni altro grande campionato europeo.

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L'Arsenal festeggia comunque! I Gunners sfilano sul bus con la Premier League

La Premier League non aspetta più che un giovane diventi una stella per andare a cercarlo. Sempre più spesso prova ad arrivare prima, investendo cifre importanti su giocatori ancora adolescenti e costruendo intorno a loro una parte del proprio mercato. Negli ultimi cinque anni i club inglesi hanno completato 100 trasferimenti a titolo definitivo di teenager: una media di 20 all’anno, superiore a quella di qualsiasi altro grande campionato europeo.

Premier League, il mercato dei giovani corre più degli altri

Il confronto con gli altri principali campionati europei racconta bene quanto sia particolare la strategia inglese. Nello stesso periodo la Serie A ha acquistato 80 teenager, la Bundesliga 62, la Ligue 1 47 e La Liga appena 29. La Premier ha inoltre chiuso l’estate 2026 con 16 operazioni di questo tipo, dopo le 22 della stagione precedente e le 27 del 2024-25.

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La distanza aumenta quando si guarda alle cifre. Nell’estate 2026-27 i 16 teenager arrivati in Premier League sono costati in media 23,7 milioni di sterline, contro i 6,1 milioni spesi in media dalla Serie A per altrettanti giocatori. Anche nell’estate precedente il divario era netto: 16,1 milioni di sterline di media in Inghilterra contro 5,5 milioni in Italia.

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LONDRA, INGHILTERRA - 30 AGOSTO: Romeo Lavia del Chelsea festeggia il primo gol della sua squadra con i compagni di squadra durante la partita di Premier League 2026/27 tra Chelsea FC e Brighton & Hove Albion a Stamford Bridge il 30 agosto 2026 a Londra, Inghilterra. (Foto di Darren Walsh/Chelsea FC via Getty Images)

Il modello italiano resta quindi diverso: i club di Serie A, soprattutto quelli di fascia media, continuano spesso a puntare su giovani acquistati a costi contenuti e in quantità. La Premier League può invece permettersi di investire molto prima che il rendimento del giocatore sia pienamente dimostrato.

Da Steur a Bouaddi, cifre da big per i giovanissimi

Sean Steur è uno degli esempi più evidenti. Il centrocampista olandese, appena 18enne, aveva collezionato soltanto 20 presenze in prima squadra con l’Ajax prima del trasferimento al Newcastle. Il club inglese ha pagato 20 milioni di sterline per portarlo in Premier League.

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Ancora più significativo è il caso di Ayyoub Bouaddi. Il talento francese di 18 anni ha lasciato il Lille per il Manchester City per 81,5 milioni di sterline. Ibrahim Mbaye, anch’egli 18enne, è invece passato dal Paris Saint-Germain all’Aston Villa per 47 milioni. Tre operazioni che mostrano quanto la Premier sia disposta a investire sul potenziale, anche quando il percorso ai massimi livelli è ancora agli inizi.

La Premier compra anche dentro la Premier

A questa strategia si aggiunge un’altra caratteristica sempre più evidente del mercato inglese: una parte consistente degli affari avviene direttamente tra club dello stesso campionato, secondo l’analisi del Guardian, nell’estate appena conclusa il principale acquisto di Arsenal, Brighton, Chelsea, Crystal Palace, Everton, Leeds, Manchester City, Nottingham Forest, Manchester United e Tottenham è arrivato da un’altra società di Premier League. Manchester United e Tottenham hanno inoltre pescato tutti i propri nuovi giocatori, tra trasferimenti, prestiti e svincolati, da club inglesi o da squadre appena retrocesse.

È un effetto anche degli investimenti fatti negli anni precedenti. Se i migliori giovani vengono portati in Inghilterra molto presto, una parte sempre maggiore del talento disponibile per i grandi club si trova già all’interno della Premier. Il mercato finisce così per alimentare se stesso.

Mikel Arteta, Arsenal
BIRMINGHAM, INGHILTERRA - 31 AGOSTO: Mikel Arteta, allenatore dell'Arsenal, festeggia dopo la partita di Premier League 2026/27 tra Aston Villa FC e Arsenal FC al Villa Park il 31 agosto 2026 a Birmingham, Inghilterra. (Foto di Naomi Baker/Getty Images)

La scommessa sui teenager ha anche un rischio

Spendere decine di milioni su un giocatore di 18 anni significa però accettare una variabile che nessun bilancio può eliminare: la crescita non è garantita.

Il caso di Robinio Vaz aiuta a capire il rovescio della medaglia. La Roma lo aveva acquistato dal Marsiglia nel gennaio 2026, quando il francese aveva appena 18 anni, dopo una prima esperienza nel calcio professionistico che lo aveva portato a collezionare 22 presenze e quattro gol in tutte le competizioni con il club francese. La società giallorossa lo aveva presentato come uno dei prospetti Under 20 più interessanti della Francia.

Pochi mesi dopo, però, Vaz è stato mandato in prestito all’Hull City. Il passaggio non basta da solo a giudicare negativamente l’investimento della Roma, ma fotografa bene il problema di questo tipo di operazioni: tra l’acquisto di un teenager considerato un grande prospetto e la sua affermazione ai massimi livelli possono esserci diversi passaggi, e non tutti arrivano con i tempi immaginati.

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È proprio qui che la strategia della Premier League mostra il suo lato più delicato. La disponibilità economica permette ai club inglesi di assumersi più rischi e di acquistare diversi giovani contemporaneamente, ma nessuna cifra può trasformare automaticamente il potenziale in rendimento.

Un mercato costruito sul futuro

A favorire questo sistema ci sono anche le regole economiche del calcio inglese. Le precedenti Profit and Sustainability Rules sono state sostituite dalle norme sullo Squad Cost Ratio, che secondo l’analisi del Guardian contribuiscono a incentivare un mercato caratterizzato da un alto volume di operazioni. In questo scenario, acquistare un giovane molto prima della sua esplosione può avere un valore sportivo ed economico: il club può svilupparlo internamente, utilizzarlo in prima squadra oppure rivenderlo quando il suo valore è aumentato. È una logica diversa da quella del semplice acquisto della stella già affermata.

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NEWCASTLE UPON TYNE, INGHILTERRA - 15 AGOSTO: i giocatori del Newcastle Sean Steur in azione durante l'amichevole pre-stagione tra Newcastle United e Bayer 04 Leverkusen al St James' Park il 15 agosto 2026 a Newcastle upon Tyne, Inghilterra. (Foto di Stu Forster/Getty Images)

La conseguenza è che la Premier League sta creando un circuito sempre più autonomo. I club inglesi prendono giovani talenti dall’estero, li fanno crescere e poi, quando diventano giocatori affermati, possono continuare a muoverli all’interno dello stesso campionato. Per questo il mercato inglese non è più soltanto il punto d’arrivo dei grandi talenti: sempre più spesso è anche il luogo in cui vengono scoperti, sviluppati e poi ridistribuiti.

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