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Non è più solo una probabilità ma una certezza matematica: la Premier League avrà almeno cinque rappresentanti nella Champions League 2026/27 essendo prima nel Ranking UEFA. A sigillare il verdetto è stato Kai Havertz, il cui gol allo scadere nella vittoria dell'Arsenal a Lisbona ha spinto il coefficiente inglese a quota 25.013 punti, una vetta ormai inattaccabile per qualsiasi altra federazione.
Il sistema inglese sta beneficiando di un periodo d'oro: grazie al trionfo del Tottenham nella scorsa edizione dell'Europa League, quest'anno la Premier ha schierato ben sei squadre nella massima competizione europea. Un record che potrebbe addirittura ripetersi qualora il Nottingham Forest riuscisse a conquistare l'Europa League in questa stagione.
Con il primo posto ormai blindato dall'Inghilterra, la vera battaglia si sposta sulla seconda posizione, che garantisce anch'essa un posto extra nel nuovo formato della Champions. La Germania ha riaperto i giochi grazie al successo del Bayern Monaco contro il Real Madrid, portandosi a 19.714 punti e accorciando sulla Spagna (20.281).
Il destino della Bundesliga passerà dai prossimi scontri diretti: mentre il Bayern proverà a eliminare il Real Madrid, in Europa League occhi puntati sulla sfida tra Friburgo e Celta Vigo. La Spagna, dal canto suo, vanta ancora il Real Betis e il Rayo Vallecano nelle competizioni minori, mantenendo un leggero vantaggio che i club tedeschi cercheranno di colmare nelle prossime settimane.
Per quanto riguarda l'Italia, la situazione attuale appare complicata. Con un punteggio di 18.714, il calcio italiano occupa il quinto posto della classifica stagionale, tallonando da vicino il Portogallo ma restando distante dal duo Germania-Spagna. Le speranze di ottenere un quinto posto in Champions per la Serie A sono ridotte al lumicino e legate a una serie di incastri matematici quasi impossibili. Per i nostri club l'obiettivo realistico è ora quello di consolidare la posizione, per non scivolare ulteriormente, garantendo stabilità al ranking nazionale in vista delle prossime stagioni.
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Spicca, tra le grandi assenti della Top 10, la Norvegia, che nonostante il talento generazionale di stelle assolute come Erling Haaland e Martin Ødegaard e la prossima partecipazione ai Mondiali 2026, fatica a tradurre il valore dei singoli in un coefficiente nazionale competitivo. A parte l'exploit del Bodo/Glimt, la mancanza di un percorso profondo dei club norvegesi nelle fasi finali delle competizioni europee pesa drasticamente sul ranking, relegando la federazione scandinava fuori dal salotto buono del calcio continentale e costringendola a inseguire realtà emergenti come Polonia e Cipro.
| Posizione | Federazione | Club ancora in gara / Totali | Punti |
| 1 | Inghilterra | 5 / 9 | 25.013 |
| 2 | Spagna | 6 / 8 | 20.281 |
| 3 | Germania | 3 / 7 | 19.714 |
| 4 | Portogallo | 3 / 5 | 18.900 |
| 5 | Italia | 2 / 7 | 18.714 |
| 6 | Francia | 2 / 7 | 16.329 |
| 7 | Polonia | 0 / 4 | 15.750 |
| 8 | Grecia | 1 / 5 | 13.800 |
| 9 | Danimarca | 0 / 4 | 12.250 |
| 10 | Cipro | 0 / 4 | 12.156 |
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