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In una recente intervista, Sami Khedira, ex centrocampista del Real Madrid, è intervenuto sulla bufera scoppiata durante il playoff di Champions League tra Benfica e Real Madrid. Al centro del mirino c'è il presunto insulto razzista rivolto a Vinicius Junior da parte di Prestianni, un episodio che ha riacceso i riflettori su una piaga che il calcio non riesce a estirpare del tutto.
Khedira non ha usato giri di parole, affrontando il tema con la schiettezza che lo contraddistingueva in campo. Se da un lato ha condannato fermamente ogni forma di discriminazione, dall'altro ha rivolto un consiglio fraterno alla stella brasiliana. L'ex giocatore ha ammesso chiaramente che l'atteggiamento provocatorio di Vinícius non è una novità. Allo stesso tempo ha sottolineato però che il ragazzo dovrebbe essere consapevole di essere un modello per milioni di bambini. Proprio come lo sono stati Cristiano Ronaldo o Messi in passato.
Il tedesco ha tracciato un parallelismo interessante con CR7. Anche il portoghese, nei primi anni a Madrid, mostrava un ego strabordante che a volte irritava gli avversari. La svolta per Cristiano arrivò quando comprese il suo ruolo di leader globale. Secondo Khedira, questo è esattamente il prossimo passo che Vinicius deve compiere per completare la sua maturazione. Tuttavia, l'ex mediano è stato categorico nel ribadire che nessun atteggiamento in campo può giustificare l'uso della parola "mono" che in spagnolo significa scimmia. Se le indagini della UEFA confermeranno l'insulto, la sanzione dovrà essere necessariamente esemplare.
L'intervista ha toccato anche il tema della panchina del Real Madrid. Dopo l'addio di Xabi Alonso, il club ha puntato su Alvaro Arbeloa, ex compagno di squadra di Khedira. Per descriverlo, il tedesco ha rispolverato una vecchia definizione di José Mourinho. L'ex difensore era forse meno dotato tecnicamente di altri, ma sicuramente il più infaticabile agli allenamenti e mentalmente motivato tra i giocatori allenati dallo Special One.
Arbeloa viene descritto come un tecnico diretto, competitivo e onesto, caratteristiche che riesce a trasmettere con efficacia ai suoi calciatori. Secondo Khedira, questo cambio di guida tecnica sta già portando frutti tattici evidenti per le stelle della squadra. Mentre con Xabi Alonso il gioco di Vinícius appariva a volte limitato da un sistema che privilegiava il collettivo, Arbeloa gli ha concesso una libertà d'azione totale che sta permettendo al brasiliano di tornare ai livelli che lo avevano portato a sfiorare il Pallone d'Oro sotto la gestione Ancelotti.
In chiusura, Khedira ha ribadito un concetto fondamentale che purtroppo sembra non essere mai scontato. Ha definito triste il dover ripetere ancora oggi che nessuno ha il diritto di discriminare un'altra persona per il colore della pelle o per le proprie origini. Il calcio resta uno specchio della società e, secondo l'ex stella delle Merengues, la fermezza nel punire certi comportamenti deve essere il punto di partenza per un cambiamento culturale reale.
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