Dal trionfo di New York alla rimonta di Wembley: il Sánchez-Pizjuán riabbraccia la Nazionale dopo undici anni per una serata che va oltre i tre punti della Nations League.
La Coppa del Mondo davanti ai 2 milioni di tifosi: la festa della Spagna
Fino a due mesi fa, sopra lo stemma della Spagna c’era spazio per una sola stella. Il 29 settembre, alle 20.45, al Ramón Sánchez-Pizjuán ce ne saranno due, per la prima volta davanti al pubblico di casa. Spagna-Croazia è la seconda giornata della Nations League, ma è soprattutto il primo appuntamento della Roja in territorio spagnolo da bicampione del mondo.
Il debutto con il nuovo simbolo sul petto c’è già stato. Sabato, a Wembley: 3-2 all’Inghilterra, partita ribaltata nella ripresa e ancora Mikel Oyarzabal a mettere la firma sul gol decisivo, due anni dopo quello dell’Europeo di Berlino. Prima Lamine Yamal, poi Álex Baena, infine l’attaccante della Real Sociedad. Per inaugurare la vita con due stelle, la Spagna ha scelto una serata piuttosto movimentata.
Siviglia avrà un sapore diverso: Qui il pubblico spagnolo vedrà da vicino quella piccola aggiunta sulla maglia che racconta ciò che è successo dall’altra parte dell’Atlantico durante l’estate. Di fronte ci sarà la Croazia.
Dall’Argentina alla Croazia, due mesi dopo il Mondiale
La seconda stella è arrivata sedici anni dopo la prima: Nel 2010 Andrés Iniesta aveva deciso la finale contro l’Olanda a Johannesburg. Nel 2026 è toccato a Ferran Torres, minuto 106 contro l’Argentina, segnare il gol dell’1-0 che ha riportato la Spagna sul tetto del mondo.Per Luis de la Fuente è stato il terzo grande titolo con la Nazionale maggiore dopo Nations League 2023 ed Europeo 2024. Tre titoli in tre tornei diversi, nello spazio di pochi anni, abbastanza per cambiare lo status della Roja e, con esso, anche il modo in cui viene guardata.
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Spagna-Croazia, una rivalità recente
Secondo il bilancio riportato dalla RFEF, le due nazionali si sono affrontate undici volte, con sette vittorie spagnole, un pareggio e tre successi croati.Nel 2021, agli ottavi dell’Europeo, servì una partita folle: 5-3 dopo i supplementari a Copenaghen. Due anni più tardi le due squadre si ritrovarono a Rotterdam, questa volta con un trofeo in palio. La finale di Nations League terminò 0-0 anche dopo i supplementari e si decise ai rigori. Unai Simón fermò Majer e Petković, Dani Carvajal chiuse i conti: Primo titolo della gestione De la Fuente.
Poi Berlino, 15 giugno 2024. Prima giornata dell’Europeo: Morata, Fabián Ruiz e Carvajal firmarono il 3-0 con cui la Roja cominciò un torneo che un mese dopo avrebbe vinto nello stesso stadio. Anche quella volta la Croazia era lì, proprio all’inizio di un’altra corsa destinata a cambiare ancora il peso internazionale della Roja.
Il 29 settembre non ci sarà una coppa da alzare e neppure un’eliminazione diretta. Ci saranno, però, due squadre a punteggio pieno nel gruppo A3. La Spagna arriva dal successo di Wembley, la Croazia ha risposto imponendosi 2-1 a Praga contro la Repubblica Ceca.
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Undici anni dopo, la Spagna torna al Sánchez-Pizjuán
Secondo quanto ricorda la RFEF, l’ultima volta della Nazionale al Sánchez-Pizjuán risale al 27 marzo 2015. Spagna-Ucraina, qualificazioni a Euro 2016. Finì 1-0 e segnò Álvaro Morata, al primo gol ufficiale con la Roja. In quella squadra c’erano Casillas, Sergio Ramos, Piqué, Iniesta, Busquets e Silva. Basta leggere i nomi per capire quanto sia passato. Di quella notte restano il risultato, il gol di Morata e uno stadio che da allora non ha più ospitato la Nazionale maggiore.Oggi la Roja torna a Nervión con un’altra generazione, un altro commissario tecnico e un’altra stella sopra lo stemma. Ci arriva anche con il 3-2 di Wembley ancora fresco, una partita in cui l’Inghilterra aveva avuto con Harry Kane il pallone del possibile 3-1 dal dischetto, finito sulla traversa. Da lì, la rimonta spagnola.
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