Sedici anni dopo il debutto della prima stella all’Azteca, la Spagna mostra ufficialmente la seconda a Wembley: In panchina si sfidano De la Fuente e Tuchel.

Spagna

La Coppa del Mondo davanti ai 2 milioni di tifosi: la festa della Spagna

Sedici anni fa fu lo stadio Azteca, questa volta sarà Wembley. La Spagna torna in campo con un dettaglio nuovo sopra lo stemma: la seconda stella conquistata con il Mondiale 2026. Contro l’Inghilterra, nella prima giornata di Nations League, la Nazionale di Luis de la Fuente indosserà per la prima volta in una partita la maglia che certifica il secondo titolo mondiale della sua storia.

Non sarà però l’unico motivo d’interesse della serata londinese. Sulle due panchine ci saranno Luis de la Fuente e Thomas Tuchel, due commissari tecnici con percentuali di vittorie altissime ma reduci da un Mondiale vissuto in modo completamente diverso.

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Dall’Azteca a Wembley: sedici anni tra la prima e la seconda stella

L’ultima volta che una nuova stella comparve sopra lo stemma della Spagna era l’11 agosto 2010. Era passato appena un mese dal successo mondiale in Sudafrica e la nazionale allora allenata da Vicente del Bosque affrontò il Messico in amichevole allo stadio Azteca.

Quella partita segnò il debutto della prima stella. Sedici anni dopo la scena cambia: la vittoria nel Mondiale 2026 ha aggiunto un secondo simbolo sopra lo stemma della Federazione spagnola e Wembley sarà il primo stadio a vederlo ufficialmente in campo. La Spagna entra così nel ristretto gruppo delle nazionali capaci di vincere più di un Mondiale. Un dettaglio che acquista un significato particolare proprio contro l’Inghilterra, ferma invece al titolo conquistato nel 1966.

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De la Fuente e Tuchel, numeri simili ma un Mondiale opposto

Il confronto tra i due ct aggiunge un altro livello alla partita. Secondo i dati riportati da AS, De la Fuente ha vinto il 75,51% delle sue prime 49 gare alla guida della Spagna, mentre Tuchel ha una percentuale leggermente superiore, pari al 77,27% nelle prime 22 partite con l’Inghilterra.

Numeri molto vicini, ma con un peso completamente diverso dopo l’ultimo Mondiale. De la Fuente arriva a Wembley da campione del mondo, dopo la vittoria in finale contro l’Argentina. Tuchel, invece, deve ripartire dalla semifinale persa proprio contro la squadra di Scaloni. È questo il contrasto più interessante: il tecnico con la percentuale di vittorie leggermente più alta arriva dalla delusione più grande, mentre quello con un rendimento di poco inferiore si presenta con il trofeo più importante.

La semifinale con l’Argentina pesa ancora su Tuchel

L’Inghilterra era passata in vantaggio nella semifinale mondiale con Gordon, ma non era riuscita a difendere il risultato. Enzo Fernández e Lautaro Martínez avevano ribaltato la partita, mandando l’Argentina in finale.
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La gestione della seconda parte di gara aveva attirato diverse critiche sulla stampa britannica, soprattutto per l’atteggiamento più prudente scelto dopo il vantaggio. Wembley rappresenta quindi anche il primo appuntamento di peso per capire come l’Inghilterra intenda ripartire dopo quella eliminazione.

Wembley, uno stadio che torna nella storia della Spagna

Wembley non è un palcoscenico nuovo per la nazionale spagnola. L’ultimo precedente risale all’8 settembre 2018, sempre in Nations League, quando la Spagna vinse 2-1 grazie ai gol di Saúl Ñíguez e Rodrigo Moreno. Ancora più lontano nel tempo c’è il successo del 25 marzo 1981, quando Satrústegui e Zamora firmarono un altro 2-1 spagnolo. Quella serata è ricordata anche per una notizia arrivata poco dopo il fischio finale: la liberazione di Quini dopo 25 giorni di sequestro.
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Questa volta Wembley segna l’inizio di qualcosa di diverso. La Spagna si presenta da bicampione del mondo, l’Inghilterra deve rialzarsi dopo una semifinale persa e in panchina si affrontano due dei Ct con il rendimento più alto del momento. La seconda stella è il simbolo più visibile della serata, ma il test inglese dirà soprattutto come comincia il nuovo ciclo post-Mondiale delle due nazionali.

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