Sullivan contesta il documentario "Predator: The Billionaire Football Boss"

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David Sullivan ha deciso di passare al contrattacco sul piano legale dopo le accuse trasmesse dalla BBC nel documentario Predator: The Billionaire Football Boss. L'ex co-presidente del West Ham ha presentato un'azione presso l'Alta Corte britannica contro l'emittente, chiedendo 150 milioni di sterline di risarcimento per diffamazione e sostenendo che il programma abbia provocato gravi conseguenze sulla sua reputazione e sui suoi interessi economici.

Sullivan, 77 anni, ha sempre respinto le accuse anche prima della trasmissione del documentario, quando aveva annunciato le proprie dimissioni dalla carica di co-presidente e direttore del West Ham, spiegando di voler concentrare le proprie energie sulla difesa dalle contestazioni.

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Sullivan chiede 150 milioni di sterline alla BBC

La vicenda riguarda un'inchiesta realizzata congiuntamente da BBC Panorama e The Times e trasmessa nel giugno 2026. Nel documentario sono state raccolte le testimonianze di 7 donne, che hanno accusato Sullivan di comportamenti sessualmente predatori e di aver sfruttato la propria posizione di potere quando era proprietario dei quotidiani Daily Sport e Sunday Sport. Le accuse riguardano principalmente episodi risalenti agli anni 80' e 90'.

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LONDRA, INGHILTERRA - 25 APRILE: David Sullivan, presidente del West Ham United, osserva dalle tribune prima della partita di Premier League tra West Ham United ed Everton al London Stadium il 25 aprile 2026 a Londra, Inghilterra. (Foto di Richard Pelham/Getty Images)

Ora, nell'azione presentata all'Alta Corte, Sullivan sostiene che la BBC abbia diffuso accuse false e abbia violato gli standard di giornalismo responsabile. Secondo quanto riportato dai documenti, la trasmissione avrebbe provocato quello che i legali dell'imprenditore descrivono come un danno "grave, catastrofico e irreparabile" alla sua reputazione personale e professionale.

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La richiesta economica ammonta a 150 milioni di sterline, e Sullivan sostiene inoltre che la trasmissione abbia avuto conseguenze sui suoi rapporti commerciali e finanziari, citando tra le altre cose difficoltà nei rapporti con istituti bancari e partner commerciali. Nella causa viene contestata anche la scelta del titolo Predator, che secondo Sullivan avrebbe contribuito a presentarlo al pubblico come un predatore sessuale prima ancora che le accuse potessero essere valutate in sede giudiziaria.

Oltre al risarcimento, l'ex dirigente del West Ham chiede anche un provvedimento che impedisca alla BBC di continuare a pubblicare le accuse e che porti alla rimozione del documentario dalle piattaforme dell'emittente. La BBC, interpellata sulla causa, ha fatto sapere di non voler commentare al momento.

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