Luciano Buonfiglio interviene e manifesta sostegno al presidente della FIGC Malagò dopo la bufera del tesseramento, sottolineando però la presenza di regole chiare

Italy v Belgium - UEFA Nations League 2026/27 Group A1 MD1

Il Belgio festeggia la vittoria contro l'Italia all'Olimpico con gli applausi dei tifosi

Il calcio italiano attraversa nuovamente una fase delicata sia dentro il campo che fuori. Mentre Giovanni Malagò incassa il sostegno delle componenti federali, il CONI deve ugualmente stabilire se le norme previste siano state rispettate. Sullo sfondo aleggia sempre l'ipotesi del commissariamento della FIGC.

Buonfiglio: "Essere amici non vuol dire essere complici"

Il presidente del CONI, Luciano Buonfiglio, era presente sugli spalti dello Stadio Olimpico insieme al presidente della FIGC, Giovanni Malagò, per assistere al debutto dell'Italia-bis di Roberto Mancini nella prima giornata di Nations League contro il Belgio, persa per 0-2 dagli Azzurri. Nel pre-partita, alcuni giornalisti hanno sfruttato l'occasione per porli alcune domande sulla bufera legata al tesseramento dell'ex collega al CONI, alle quali ha risposto: "Nessuno ha mai detto che non sosterrò Malagò, ma bisogna constatare che le regole siano state rispettate, e le regole non le decido io. Essere amici non vuol dire essere complici", ha dichiarato Buonfiglio, rispondendo anche ad una domanda legata al commissariamento della FIGC, scelta eventualmente ritenuta antidemocratica: "E chi lo dice?", ha risposto in modo tagliente il numero uno del CONI.
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VENEZIA, ITALIA - 15 LUGLIO: Il presidente di Coni, Luciano Buonfiglio, parla durante i Giochi Olimpici Invernali di Milano Cortina 2026: Presentazione delle medaglie a Palazzo Balbi il 15 luglio 2025 a Venezia, Italia. (Foto di Emmanuele Ciancaglini/Getty Images)

Malagò, il nodo del tesseramento

La vicenda sarebbe nata nelle elezioni FIGC dello scorso 22 giugno, vinte appunto da Giovanni Malagò, ma al momento della candidatura, stando a quanto ricostruito dai diversi media, l'ex presidente del CONI non risultava tesserato alla Federcalcio. Il tema è emerso dal ricorso presentato da Renato Miele, la cui candidatura è stata dichiarata inammissibile, aprendo un confronto sull'interpretazione dell'articolo 29 dello Statuto FIGC, che richiede ai candidati di essere "in regola con il tesseramento". La Procura Federale, guidata da Giuseppe Chiné, aveva inizialmente chiesto l'archiviazione sostenendo che la norma non imponesse necessariamente il possesso della tessera al momento della candidatura, ma il Procuratore Generale dello Sport, Ugo Tacer, avrebbe respinto quella richiesta, sostenendo che un valido tesseramento costituisca invece un requisito per candidabilità ed eleggibilità.
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Lo scorso 14 settembre, secondo quanto riferito, Tacer avrebbe archiviato il fascicolo personale su Malagò, ma ha chiesto al CONI di verificare l'operato della FIGC e l'eventuale violazione dei Principi fondamentali dell'ordinamento sportivo. Il presidente del CONI, lo stesso Buonfiglio, ha quindi avviato gli accertamenti, affidandosi ad esperti di diritto sportivo, ma nel frattempo ha ugualmente ribadito il sostegno a Malagò. La Giunta del CONI, dovrà ora valutare gli accertamenti e, se ravvisasse la violazione contestata, potrebbe proporre al Consiglio nazionale il commissariamento della FIGC, seppur i tempi restano legati al calendario della Nazionale Italiana e agli approfondimenti giuridici.

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