Luciano Buonfiglio interviene e manifesta sostegno al presidente della FIGC Malagò dopo la bufera del tesseramento, sottolineando però la presenza di regole chiare
Il Belgio festeggia la vittoria contro l'Italia all'Olimpico con gli applausi dei tifosi
Il calcio italiano attraversa nuovamente una fase delicata sia dentro il campo che fuori. Mentre Giovanni Malagò incassa il sostegno delle componenti federali, il CONI deve ugualmente stabilire se le norme previste siano state rispettate. Sullo sfondo aleggia sempre l'ipotesi del commissariamento della FIGC.
Buonfiglio: "Essere amici non vuol dire essere complici"
Il presidente del CONI, Luciano Buonfiglio, era presente sugli spalti dello Stadio Olimpico insieme al presidente della FIGC, Giovanni Malagò, per assistere al debutto dell'Italia-bis di Roberto Mancini nella prima giornata di Nations League contro il Belgio, persa per 0-2 dagli Azzurri. Nel pre-partita, alcuni giornalisti hanno sfruttato l'occasione per porli alcune domande sulla bufera legata al tesseramento dell'ex collega al CONI, alle quali ha risposto: "Nessuno ha mai detto che non sosterrò Malagò, ma bisogna constatare che le regole siano state rispettate, e le regole non le decido io. Essere amici non vuol dire essere complici", ha dichiarato Buonfiglio, rispondendo anche ad una domanda legata al commissariamento della FIGC, scelta eventualmente ritenuta antidemocratica: "E chi lo dice?", ha risposto in modo tagliente il numero uno del CONI.
Malagò, il nodo del tesseramento
La vicenda sarebbe nata nelle elezioni FIGC dello scorso 22 giugno, vinte appunto da Giovanni Malagò, ma al momento della candidatura, stando a quanto ricostruito dai diversi media, l'ex presidente del CONI non risultava tesserato alla Federcalcio. Il tema è emerso dal ricorso presentato da Renato Miele, la cui candidatura è stata dichiarata inammissibile, aprendo un confronto sull'interpretazione dell'articolo 29 dello Statuto FIGC, che richiede ai candidati di essere "in regola con il tesseramento". La Procura Federale, guidata da Giuseppe Chiné, aveva inizialmente chiesto l'archiviazione sostenendo che la norma non imponesse necessariamente il possesso della tessera al momento della candidatura, ma il Procuratore Generale dello Sport, Ugo Tacer, avrebbe respinto quella richiesta, sostenendo che un valido tesseramento costituisca invece un requisito per candidabilità ed eleggibilità.Caricamento post Instagram...
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