L'ex schermitrice, due volte oro Olimpico, ed ex-vice presidente del Coni affiancherà il presidente federale
Lo fischiano ma vince: l'esordio di Roberto Mancini in coppa d'Asia...
Continua a muoversi e a cambiare il mondo della Nazionale italiana. Perché il presidente della FIGC, Giovanni Malagò, prosegue nella sua rivoluzione, nominando Diana Bianchedi capodelegazione degli Azzurri. La spiegazione del presidente federale in un'intervista rilasciata alla Gazzetta dello Sport.
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Malagò e la scelta a sorpresa di Diana Bianchedi
Da quando è stato eletto ad oggi Malagò ha fatto e disfatto e rifatto la dirigenza della Nazionale. Prima il direttore tecnico Maldini con al fianco il fidato Leonardo. Poi il terremoto provocato dal caso Pirlo e l'addio dell'ex Milan e del suo collaboratore. A quel punto il presidente della FIGC si è trovato a dover ripartire da zero. Ed ha lavorato: Mancini è tornato ad essere Commissario tecnico, Claudio Ranieri ha presto il posto di DT e Gianfranco Zola è stato chiamato a dirigere i progetti riguardanti le giovanili. Adesso, invece, è il turno di Diana Bianchedi, nominata capodelegazione.
Malagò ne ha parlato in una intervista alla Gazzetta dello Sport dove ha toccato anche vari altri temi riguardanti questi suoi primi cinquanta giorni alla guida del calcio italiano. Riguardo alla nuova nomina ha spiegato: "Si tratta di una scelta che risponde ad una esigenza. O meglio una richiesta dei tifosi: il calcio non deve essere più percepito come una realtà a parte, Diana gode di grande prestigio e credibilità internazionale. Ha un curriculum di tutto rispetto: laurea in medicina, master sportivi e manageriali, ruolo apicale in Milano Cortina e vicepresidente vicaria del Coni. Sarà una rivoluzione culturale: Rimetterà il calcio al centro di un dialogo a 360 gradi con gli altri sport".
Malagò, ovviamente, ha anche parlato di quanto accaduto con Pirlo difendendo il suo operato: "Era tutto fatto, credetemi. Era anche tutto pronto per l'annuncio. Poi è saltata fuori la storia della collaborazione con il sito di scommesse russo. Cosa dovevo fare? Non ci ho dormito la notte ma sono certo di aver fatto la scelta giusta alla fine". Infine, ha difeso anche la scelta del ritorno di Mancini: "Il ct è giusto e condiviso con Ranieri. Giusto perché conosce l'ambiente, conosce i giocatori, sa come valorizzare il talento giovane. A proposito dei giocatori, in molti, in quelle ore, mi hanno scritto per dirmi che sarebbe stato il ct migliore, non c’è solo il messaggio di Donnarumma di cui vi ho già parlato".
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