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DALL'ESPERIENZA AZZURRA CON IL CT LIPPI AD OGGI

Il nuovo scouting di Fabiano Santacroce: “Una chance per tutti i ragazzi”

UDINE, ITALY - SEPTEMBER 10:  Coach Marcello Lippi of Iatly looks on during the FIFA 2010 World Cup Group Eight Qualifying match between Italy and Georgia at the Friuli Stadium on September 10, 2008 in Udine, Italy.  (Photo by Paul Gilham/Getty Images)

L’ex difensore rivela il suo sogno nel cassetto e ha fatto il suo pronostico sulla lotta Scudetto

Redazione DDD

Ecco Fabiano Santacroce, ex calciatore di Napoli, Parma, Brescia. Dopo una carriera coronata anche dalla convocazione nella Nazionale maggiore guidata allora da Marcello Lippi, ha deciso di appendere le scarpette al chiodo ma di restare nel mondo del calcio. Santacroce ci ha parlato della società di scouting che ha fondato con Luca Di Mattia ma non solo. Fabiano, passato e presente sui campi di calcio ma con ruoli diversi. Com’è nata l’idea della tua agenzia, la IDV Management? "La IDV Management è nata in strada, con precisione in un bar del Vomero (Napoli – ndr) mentre parlavamo io e il mio buon amico e ora socio Luca Di Mattia. È nata in un mio momento di difficoltà, avevo appena preso la decisione di smettere e, parlando del più e del meno, abbiamo tirato fuori tutte le difficoltà che si trovano nel tragitto per diventare un giocatore e quelle che si trovano poi quando lo si diventa. Luca era un giocatore molto molto forte che ho avuto il piacere di incontrare nelle giovanili del Como. Vi basti sapere che io all’epoca non giocavo e restavo in panchina perché lui era giustamente un titolare inamovibile e, avendo il suo stesso ruolo, mi era impossibile giocare. Luca non è stato seguito nella maniera giusta ed ha affrontato da solo un percorso lungo e molto difficile, finendo per giocare nel campionato dilettanti. Io invece ho avuto più “fortuna”, nel senso che sono stato molto bravo mentalmente a superare tanti ostacoli da solo, ma poi ne ho trovati tanti altri una volta arrivato in grandi piazze. Abbiamo unito le esperienze di entrambi, sia positive che negative, e abbiamo capito che per i giocatori servirebbero figure di riferimento con le quali ci possa essere un qualcosa in più del semplice e banale rapporto che si instaura con le persone che lavorano nel mondo calcistico. Da questa base è nato il pensiero IDV, che sta per Integrità, Dedizione e Valori. Queste sono qualità importanti che dovrebbero esserci nel calcio e in chi ci lavora. Ora dietro a IDV ci sono ben 11 persone: 2 procuratori FIGC, che si occupano delle procure, di tutelare i giocatori e di trattare con le squadre; 4 osservatori in Italia che ci danno una mano nelle prime segnalazioni; 4 osservatori esteri (tutti ex compagni con il quale ho tenuto ottimo rapporti); 1 responsabile dell’area marketing che si occupa di creare interazioni commerciali con le squadre e 1a coordinatrice che ci aiuta a svolgere tutto e nei tempi giusti".

 Fabiano Santacroce (Photo by Gabriele Maltinti/Getty Images)

Fabiano Santacroce (Photo by Gabriele Maltinti/Getty Images)

Nella tua attività di scouting scegli i giovani talenti solo in base alle loro qualità tecniche oppure cerchi un particolare, magari affidandoti all’istinto? "Incontriamo tantissimi ragazzini - ha risposto Santacroce a SuperNews - che cercano di immergersi in questo mondo e cerchiamo di vederne il più possibile per permettere una chance a chiunque, perché il calcio deve essere di tutti, più o meno fortunati. Nella ricerca ci affidiamo molto all’istinto e alle sensazioni che danno i ragazzi. Non è semplice, cerchiamo spesso di imparare da osservatori più esperti e di sentire qualsiasi tipo di pensiero calcistico. Ovviamente ci facciamo sempre un’idea personale. Pensiamo che le qualità tecniche e tattiche si possano sempre imparare, quindi diamo molta più importanza all’aspetto caratteriale". Quali sono i consigli che dai ai giovani calciatori? "Ogni giocatore riceve ovviamente un consiglio diverso. Il mio pensiero è quello di cercare di costruire un percorso diverso per ognuno, a seconda delle capacità mentali e fisiche, quindi con una personalizzazione del lavoro e del modo di lavorare. Un errore comune è proprio quello di far lavorare o trattare tutti nella stessa maniera. Ogni ragazzo ha un proprio carattere e un proprio modo di agire, quindi bisogna adattarsi per cercare di tirare fuori il meglio da ognuno di loro, ma sempre con “carota e bastone”.

Hai un sogno nel cassetto? Se sì, puoi svelarcelo? "Il mio sogno è quello di riuscire a portare questa società ai massimi livelli ma sempre cercando di lavorare nella stessa maniera, più come fratelli maggiori per i ragazzi che come “addetti ai lavori”. Parlando dell’attuale stagione, chi vedi favorito nella lotta Scudetto? "Vedo molto favorita l’Inter, grazie alla rosa e alla forza mentale della squadra, ma ovviamente la speranza sul Napoli rimane sempre viva!".

 

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