I calciatori più utilizzati dal nuovo CT della Nazionale Italiana: sono tanti i suoi pupilli, nonostante la ricerca costante della novità

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Il ritorno di Roberto Mancini sulla panchina della Nazionale italiana riporta inevitabilmente alla mente il ciclo che ha segnato una delle pagine più importanti del calcio azzurro recente. La grafica pubblicata da Transfermarkt mostra infatti quali sono stati i giocatori più impiegati dal commissario tecnico durante le sue 58 partite alla guida dell'Italia, evidenziando la presenza di un gruppo ben definito che ha rappresentato l'ossatura della squadra.

Dalla porta all'attacco, il CT Mancini ha costruito un'identità precisa, affidandosi a calciatori che hanno saputo interpretare al meglio la sua idea di calcio e che hanno contribuito in maniera determinante alla conquista di Euro 2020.

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Donnarumma il simbolo della gestione Mancini

In cima alla classifica dei giocatori più utilizzati c'è Gianluigi Donnarumma, schierato in 49 partite sulle 58 disputate dall'Italia con Mancini in panchina.

Il portiere è stato uno dei pilastri della Nazionale, diventando un punto di riferimento sia dal punto di vista tecnico che caratteriale. Le sue prestazioni durante il percorso europeo culminato con il successo di Wembley lo hanno consacrato tra i migliori estremi difensori del panorama internazionale.

Subito dietro troviamo Nicolò Barella, impiegato in 45 gare, e Leonardo Bonucci, presente in 44 incontri. Due giocatori che hanno rappresentato rispettivamente il motore del centrocampo e il leader della retroguardia azzurra.

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Nicolò Barella in allenamento poco prima di scendere in campo con la Nazionale Italiana agli Europei del 2021. (Photo by Mike Hewitt/Getty Images)

Jorginho, Chiesa e il centrocampo delle meraviglie

Tra gli uomini imprescindibili per Mancini spicca anche Jorginho, utilizzato in 43 partite. Il regista è stato il fulcro della manovra azzurra grazie alla sua capacità di dettare i tempi di gioco e di dare equilibrio alla squadra.

Molto importante anche il contributo di Federico Chiesa, protagonista di 40 presenze. L'esterno offensivo è stato uno degli uomini simbolo dell'Europeo vinto dall'Italia, grazie alle sue accelerazioni, ai gol pesanti e alla capacità di creare superiorità numerica.

Completano il centrocampo Marco Verratti, con 30 presenze, mentre sulle corsie esterne trovano spazio Giovanni Di Lorenzo (28 gare) ed Emerson Palmieri (29 gare), due interpreti fondamentali nel sistema di gioco proposto da Mancini.

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Federico Chiesa in allenamento a Coverciano in occasione di una delle sue ultime apparizioni con la Nazionale Italiana. (Photo by Claudio Villa/Getty Images)

Difesa solida e attacco affidato a Immobile e Insigne

Nel reparto arretrato, oltre a Bonucci, emerge la presenza di Francesco Acerbi, schierato in 29 partite. Il centrale ha spesso sostituito Giorgio Chiellini quando quest'ultimo non era disponibile, garantendo affidabilità ed esperienza.

In avanti, invece, il riferimento offensivo è stato Ciro Immobile, utilizzato in 24 incontri. Pur tra qualche difficoltà nel replicare in Nazionale i numeri straordinari ottenuti con i club, l'attaccante ha sempre goduto della fiducia del commissario tecnico.

Alle sue spalle, nel tridente offensivo, trova posto Lorenzo Insigne, impiegato in 31 partite. Il fantasista napoletano è stato uno dei giocatori più rappresentativi della gestione Mancini, grazie alla sua qualità tecnica e alla capacità di accendere la manovra offensiva.

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Lorenzo Insigne solleva la coppa dopo la vittoria degli Europei del 2021 in seguito alla finale vinta dell'Italia contro l'Inghilterra (Photo by Laurence Griffiths/Getty Images)

Un gruppo che ha scritto la storia recente della Nazionale

Osservando questa formazione emerge chiaramente come Roberto Mancini abbia costruito il proprio progetto puntando sulla continuità. Gran parte dei calciatori presenti in classifica ha giocato insieme per diversi anni, sviluppando automatismi che hanno permesso all'Italia di tornare competitiva dopo la mancata qualificazione al Mondiale 2018.

Questo nucleo ha riportato entusiasmo intorno alla Nazionale e ha regalato agli italiani il successo a Euro 2020, uno dei momenti più importanti del calcio azzurro nell'ultimo decennio.

Con il recente ritorno di Mancini sulla panchina dell'Italia, resta ora da capire quanto spazio avranno ancora alcuni di questi "fedelissimi". Molti rappresentano ancora una garanzia in termini di esperienza e leadership, mentre altri hanno ormai lasciato il gruppo o si avviano verso la fase finale della propria carriera. Il nuovo corso del commissario tecnico dovrà quindi trovare il giusto equilibrio tra continuità e ricambio generazionale, mantenendo i valori che hanno reso vincente il suo primo ciclo e inserendo gradualmente i giovani destinati a rappresentare il futuro della Nazionale.

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