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"Ancora tu, ma non dovevamo vederci più?", cantava Lucio Battisti in un suo grande successo del 1976. Come per i due ex innamorati della canzone, è tempo di rendez-vous anche per Teun Koopmeiners, l'ospite più atteso del prossimo appuntamento di campionato: Atalanta-Juventus, sabato 11 aprile ore 20.45, New Balance Arena. La Juve è quinta in classifica, settima, la insegue a quattro punti di distanza. E per l'olandese, che un tempo aveva incantato i tifosi bergamaschi sotto la guida di Gasperini, potrebbe essere l'ultima occasione di salvare la sua parte di storia scritta in bianconero.
Nato il 28 febbraio 1998 a Castricum, Koopmeiners arriva a Bergamo nell'estate 2021, quando sulla panchina dell'Atalanta sedeva ancora Gian Piero Gasperini. Dopo un fugace esordio settembrino contro la Fiorentina, il 30 novembre trova il gol contro il Venezia: sarà la sua prima volta in nerazzurro e in Serie A, ma soprattutto l'inizio di un percorso che lo porterà, nel giro di pochi mesi, a ritagliarsi una centralità sempre più evidente in squadra. Tanto che, in tempi relativamente brevi, smetterà di essere un semplice titolare per diventare un punto di riferimento, in grado di tenere la squadra in ordine, modulando struttura e iniziativa.
Capace di partire da dietro, inserirsi e occupare diverse posizioni, tra le fila della Dea l'olandese si rivela un elemento sorprendentemente duttile. Lo conferma anche la sua produzione offensiva, sostenuta dall'utilizzo sui calci piazzati e dai rigori. In un contesto fatto di rotazioni continue e di una ricerca costante della superiorità negli ultimi metri, Koopmeiners si inserisce come profilo ideale: le sue letture contribuiscono a definire tempi e sviluppi dell'azione, rendendolo una presenza sia funzionale che riconoscibile.
Nella stagione 2023/24, l'Atalanta si laurea in Europa League, battendo in finale il Bayer Leverkusen. Si tratta del primo titolo europeo nella storia del club, e parte del merito è anche sua. Quella estate, dopo una prestazione brillante in campionato, testimoniata da 12 marcature complessive, si trasferisce a Torino.
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Acquistato a titolo definitivo dalla Juventus per quasi 60 milioni di euro, con l'idea di metterlo al centro del progetto tecnico affidato a Thiago Motta, il passaggio di Teun Koopmeiners sembrava destinato a seguire la traiettoria lineare di un giocatore in crescita, pronto a misurarsi con le aspettative di una squadra storicamente abituata a vincere. Ma il suo percorso (e, purtroppo, non solo) non si è sviluppato secondo le attese.
A Torino, inizialmente impiegato come trequartista, Koopmeiners si confronta con un contesto più complesso, sia per le caratteristiche della rosa, sia per la presenza di gerarchie più definite, in cui la centralità del singolo tende inevitabilmente a diluirsi. Il suo raggio di azione si abbassa progressivamente: non è più il perno attorno a cui si organizza una parte significativa del gioco, ma un mediano tra i tanti. Dopo l'esonero di Motta, fatica a trovare continuità anche con Igor Tudor prima e con Luciano Spalletti poi, pur mostrandosi disponibile ad adattarsi alla posizione più arretrata di terzo difensore centrale.
Con maggiori responsabilità nella gestione degli spazi, meno libertà di inserimento e una presenza offensiva meno costante, il suo impatto alla Juventus appare molto ridimensionato rispetto all'esperienza bergamasca. Dopo una prima stagione al di sotto delle aspettative, anche alla luce della concorrenza interna con Locatelli, Thuram e McKennie, oggi la permanenza di Koop in bianconero appare meno definita. La sua ultima occasione per dimostrare di meritarsi ancora un posto al sole alla Continassa potrebbe essere proprio contro la Dea.
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