Calafiori regala la sua maglia a un bimbo, ma finisce nel mirino dei social. Il difensore risponde duramente su Instagram, denunciando la tossicità degli hater
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L'Italia lancia un segnale forte a tutte le critiche arrivate in seguito alla sconfitta contro il Belgio per 2 a 0. Nell'ultimo match di Nations League disputato a Bursa, gli Azzurri schiantano la Turchia per 4-1, fornendo una prova magistrale in uno stadio reso rovente dalla dura contestazione del pubblico di casa contro il CT Montella, reo delle scarse prove della nazionale turca nell'ultimo periodo. A partita ormai ampiamente finita, i giocatori rimasti in panchina, tra cui Riccardo Calafiori, scendono in campo per svolgere il classico lavoro compensativo. Durante l'allenamento un piccolo e tenero tifoso turco rimasto sugli spalti si sgola gridando il nome del 24enne centrale dell'Arsenal, chiedendogli la sua maglia. Sentendo le urla, Calafiori se la toglie immediatamente e gliela consegna, scatenando la gioia tanto incontenibile quanto toccante del bambino.
Le critiche assurde e la prima replica su Instagram
Ma i tifosi sui social non riservano belle parole per il gesto di Calafiori. Il difensore finisce nel mirino di alcuni utenti che criticano aspramente il suo atteggiamento. Secondo questi tifosi, l'azzurro regala sì la maglia al bimbo, ma mostra scarsa attenzione e freddezza nei suoi confronti al momento della consegna. L'ex giocatore del Bologna legge tutti i commenti, decide di non lasciare passare la cosa e risponde con un messaggio su Instagram intriso di amarezza, ma mantenendo toni estremamente civili e senza cercare altre polemiche.
"Mi fate un po' paura sinceramente. Tralasciando il fatto che credo si percepisca chiaramente l'emozione e la felicità sul mio volto, riguardando il video glielo avrei dato un abbraccio in più o gli avrei fatto un altro po' di carezze, ma purtroppo mi sono 'lasciato' distrarre da un altro ragazzo che in quel momento mi chiede anche lui la maglia che gli avevo promesso prima", ha scritto sui social l'ex Roma.
L'attacco agli hater e l'orgoglio di essere un esempio
Lo sfogo di Calafiori non punta a giustificare le sue azioni, ma a denunciare a tutto il mondo la tossicità di certi utenti sui social media. "Ma non è questo il punto, quello che mi fa paura è come anche in una scena così pura come questa, andiate a cercare l'errore, per generare odio, invidia o semplicemente per essere i protagonisti sotto a un video con tante visualizzazioni mi chiedo io?", commenta l'ex rossoblù contro chi cerca sempre la polemica.
Il suo intervento lascia anche spazio ad una bellissima riflessione finale che sottolinea l'importanza di rappresentare un modello positivo per i tifosi più piccoli: "Tornando all'altra sera, di certo la mia emozione non si avvicina nemmeno a quella del bambino, ed è una cosa stupenda, perché mi ricordo bene cosa si prova e trovarsi dall'altra parte tutto d'un tratto ed essere da esempio, credo sia la cosa più appagante che ci sia". In un calcio ormai pieno di atleti che pensano soltanto al loro ego e se ne fregano di tutto ciò che accade intorno a loro, nessuno può assolutamente criticare il grande gesto umano di Calafiori, pronto a diventare a tutti gli effetti un pilastro ineguagliabile della nuova Italia di Mancini.
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