La FIGC vuole candidare lo stadio ad Euro 2032.
La Roma si diverte con lo shooting della nuova maglia
Un giorno storico: la conferenza dei servizi ha dato il via libera alla costruzione del nuovo stadio della Roma, che sorgerà a Pietralata. Adesso, la società potrà stilare il progetto esecutivo vero e proprio.
Arriva l'ok ufficiale per il nuovo stadio della Roma
La conferenza dei servizi ha dato il suo ok, poi firmato dal commissario straordinario del governo, l’ingegnere Massimo Sessa. Il sindaco di Roma, Roberto Gualtieri, in qualità di subcommissario, ha controfirmato l’autorizzazione unica, che sarà immediatamente efficace. Questo è un passaggio fondamentale per i progetti della società giallorossa. Adesso, si dovrà redigere il progetto esecutivo vero e proprio: in esso dovranno essere presenti le indicazioni e e le prescrizioni contenute nella relazione finale della conferenza dei servizi. Allo stesso tempo, spetta al Comune di Roma indire la manifestazione di interesse per la concessione dell'area.
Le parole del ministro Abodi
Ne ha parlato, con grande soddisfazione, anche il Ministro dello Sport, Andrea Abodi: "Abbiamo mandato un segnale chiaro e forte di cosa siamo capaci di fare quando abbiamo degli strumenti che ci vengono messi a disposizione. In 90 giorni abbiamo fatto quello che la prassi prevede si faccia in 270. Questo è un progetto di grande importanza: ha un valore simbolico ma anche pratico". Il ministro, inoltre, spera che questo possa rappresentare uno stimolo per gli altri progetti infrastrutturali in via di sviluppo e approvazione in tutta Italia.Ha poi anche lasciato il suo pensiero a riguardo della candidatura ad Euro 2032: "Questo è un atto che testimonia il grande lavoro che stiamo facendo in questa e in altre tredici città. C'è una competizione e sarà la UEFA a decidere, ma noi abbiamo già ottenuto un grandissimo risultato". Nel chiudere il suo commento, Abodi ha anche avuto un pensiero per due storici presidenti della Roma, Dino Viola e Franco Sensi: "Oggi è anche la loro giornata. Sarebbero soddisfatti. Questo era anche il loro impegno: all'epoca, però, non trovarono la stessa disponibilità e gli stessi strumenti che abbiamo ora".
© RIPRODUZIONE RISERVATA