Milan-Atalanta non è soltanto una partita, ma un intreccio di ricordi: attraverso le testimonianze dei tifosi Gabriele e Thomas, emerge il modo in cui le due storie si riflettono
Milan, Pato si emoziona in città ricordando i successi in rossonero
Milan-Atalanta è sempre una sfida che racconta diversi punti del calcio moderno, a prescindere dai rispettivi periodi storici, con un confronto che mette davanti due identità diverse ma un'unica grande passione per questo sport. Quando due formazioni come queste si incontrano, in campo si intrecciano obiettivi sportivi, rivalità e aspettative, ma soprattutto l'emozione di chi le segue: la tensione durante la gara, la gioia di una vittoria e l'amarezza di una sconfitta. Tutte sensazioni che assumono sfumature diverse a seconda dei colori per cui si tifa.
Bastano meno di 50 km per separare due città completamente diverse. Da un lato la Milano cosmopolita, quella che non dorme mai; dall’altra la Bergamo più tranquilla e laboriosa, quella più radicata nella tradizione. Due mondi diametralmente opposti, calcisticamente rappresentati da un Diavolo sempre a caccia della vecchia gloria e una Dea che, anche senza benda, ha avuto la fortuna e il coraggio di ritagliarsi un posto tra le grandi del calcio italiano attraverso costanza e progettualità. Tuttavia, per comprendere al meglio le differenze, abbiamo chiesto a Gabriele, 19 anni milanista, e Thomas, 19 anni tifoso della Dea, il modo in cui sentono la rivalità tra Milan e Atalanta. Due tifosi, due colori, due città. Ma una cosa certamente in comune: la rivalità.
Il coast to coast di Theo e il gol in extremis di Rigoni: due ricordi indelebili
Quando si parla di derby e rivalità, probabilmente, i primi ricordi che riaffiorano alla memoria di un tifoso riguardano un gran gol o una vittoria storica. Nel caso di un giovane cuore rossonero come Gabriele, la rete di Theo Hernandez del 15 maggio 2022 rappresenta una fusione dei due elementi: da un lato la prodezza del francese che, partito dalla sua metà campo, va a finalizzare nell'area avversaria con uno splendido coast-to-coast; dall’altra l’emozione di una vittoria che accende l'entusiasmo del popolo rossonero prima della grande festa di Reggio Emilia, quando il Milan tornò a vincere il campionato 11 anni dopo l’ultima grande conquista italiana.Gabriele: “Qual è il primo ricordo che associo alla sfida? Direi il 2-0 di Milan-Atalanta nel maggio del 2022: il gol favoloso di Theo Hernandez e la vittoria dello Scudetto che si avvicinava sempre di più”.
Sponda Atalanta, la risposta di Thomas ci riporta, invece, al Milan-Atalanta del 23 settembre 2018. Quando Emiliano Rigoni al 90+2’ minuto gelò il pubblico del Meazza, pareggiando in extremis il match. Una vera e propria beffa per i rivali rossoneri, avanti per ben due volte con Higuain e Bonaventura, e ripresi per ben due volte dal Papu Gomez ed Emiliano Rigoni. Una vittoria e un momento che, per Thomas, contribuì a far crescere ancora di più la sua passione per la Dea.
Thomas: “Probabilmente il primo ricordo che associo a questa sfida è la bellissima partita terminata 2-2, con il gol di Emanuele Rigoni arrivato all’ultimo minuto. Fu una partita davvero emozionante, capace di regalarmi sensazioni incredibili fino al fischio finale. All’epoca non ero ancora molto grande e mi ero affacciato da poco al mondo del calcio e, soprattutto, a quello dell’Atalanta. Quella partita, però, mi legò tantissimo alla squadra e contribuì a far crescere ancora di più la mia passione”.
Dal pesante 5-0 ai rossoneri al botta e risposta tra Ibrahimovic e Zapata
Analizzati i primi ricordi, quelli più belli e certamente i più indelebili nella memoria dei due giovani appassionati, a Gabriele e Thomas è stato chiesto di parlare degli episodi che rievocano con più dispiacere. La risposta di Gabriele è stata chiara e senza troppi giri di parole: l’umiliante 5-0 rimediato durante quel brutto pranzo domenicale del 22 dicembre 2019.Gabriele: “Peggior ricordo sulla sfida? Sicuramente Atalanta-Milan 5-0 del 2019. Non c'è bisogno che spieghi il perché, credo che il risultato parli già da solo”.
Quanto al cuore bergamasco di Thomas, il peggior ricordo non riguarda una singola partita ma un particolare battibecco tra Zlatan Ibrahimovic e Duvan Zapata durante il Milan-Atalanta del 23 gennaio 2021, in piena pandemia, in un San Siro vuoto e con le voci dei protagonisti nitidamente catturate dai microfoni.
Thomas: “Probabilmente il battibecco tra Ibrahimović e Zapata, quando lo svedese gli disse di avere più gol che presenze di Zapata. È un episodio che all’epoca non mi fece particolarmente piacere, anche se fortunatamente quella partita terminò con una vittoria dell’Atalanta per 3-0. In generale, comunque, negli ultimi anni l’Atalanta ha sempre saputo affrontare il Milan a viso aperto, disputando spesso ottime partite e dimostrando di poter competere contro una grande squadra”.
Kessie da una parte, San Siro dall’altra: cosa ruberebbero ai rivali
Quando si parla di queste sfide, si pensa anche a ciò che l’altro possiede in più, in qualsiasi forma: che possa essere un giocatore, una figura dirigenziale oppure qualcosa di materiale, ma non per questo meno rilevante, come può essere uno stadio. Nel caso di Gabriele, il giovane tifoso rossonero, il pensiero va ad un giocatore che con la propria maglia del cuore ha fatto sognare parecchio, come Franck Kessie, ma anche alla figura presidenziale - che in questo caso non è l’ivoriano - di Percassi, numero uno della Dea:Gabriele:“Cosa ruberei all’Atalanta? Sinceramente ruberei Kessie e lo riporterei a casa a Milano. Oltre a lui l’unica altra cosa che prenderei è il presidente, che è sicuramente meglio del nostro. Per il resto, non credo che abbiamo nulla da invidiare o da rubare”.
Agli occhi del tifoso bergamasco Thomas, invece, il pensiero va all’atmosfera di San Siro, a suo dire unico nel suo modo di rappresentare il Milan e l’Italia in Europa:
Thomas:“Al Milan ruberei senza dubbio lo stadio. Ho avuto modo di andare diverse volte a San Siro e credo sia uno degli stadi più belli d’Europa. L’atmosfera che si respira è incredibile ed è una cosa che mi ha sempre colpito. Se si potesse unire uno stadio come San Siro e il calore del tifo atalantino, secondo me uscirebbe qualcosa di spettacolare”.
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Milan e Atalanta, due passioni nate in famiglia e cresciute con il tifo
Alla domanda di cosa ruberebbero all’altra squadra, ai due tifosi è stato chiesto il quesito fondamentale: "ma da dove è nato il vostro tifo?". La maggior parte delle volte nasce quasi per caso, altre volte prende forma dall’infanzia, accompagnando una persona nel corso degli anni. Per entrambi, i legami con le proprie passioni appartengono senza dubbio alla seconda categoria, con radici ben più profonde.Gabriele: “La mia passione per il Milan nasce da mio padre e mio nonno, che sono milanisti da sempre. Ha influito molto anche il fatto che, quando ero piccolissimo alla scuola materna, tutta la mia classe fosse composta da tifosi rossoneri”.
Thomas: “La mia passione per l’Atalanta nasce fin da piccolo, quando ho iniziato ad affacciarmi al calcio per la prima volta. Mi sono innamorato subito di questa squadra, dei suoi colori e del modo in cui viene vissuta dalla sua gente. In particolare, mi ha colpito fin dall’inizio la passione dei tifosi atlantici e il loro modo di vivere il calcio. È proprio quell’ambiente che mi ha fatto emozionare sempre di più alla squadra”.
La vigilia di Milan-Atalanta: fiducia rossonera e voglia di riscatto nerazzurro
L’attesa per la partita è palpabile e inevitabile, dove ognuno dei due protagonisti auspica ad un risultato positivo o, comunque, una reazione convincente in seguito alla delicatezza del momento. Nel caso del Milan, il tifoso Gabriele rimanda ai due appuntamenti antecedenti alla sfida, che diranno tanto sulle modalità in cui i rossoneri arriveranno alla sfida contro la Dea:Gabriele: “Che sensazioni ho in vista di Milan-Atalanta? È difficile dirlo adesso, perché prima di questo match dobbiamo affrontare altre due partite molto toste. Dipenderà tutto da come ci arriveremo: se faremo dei buoni risultati contro Sassuolo e Salisburgo, saremo sicuramente in fiducia e potremo mostrare la nostra forza per vincere. In caso contrario sarà dura, perchè l’Atalanta è una squadra sempre ostica da affrontare”.
Lato Atalanta, il tifoso Thomas chiede convinzione ancora prima del risultato, auspicando ad una squadra che scenda in campo con la giusta mentalità per vincere:
Thomas: “In questo momento considero l’Atalanta una squadra ancora in costruzione. Più che aspettarmi necessariamente un risultato, quello che voglio vedere è una squadra con la voglia di tornare a vincere, di combattere e di giocarsi la partita fino alla fine. Veniamo da un inizio di stagione non semplice e proprio per questo mi aspetto una reazione. Spero di vedere un’Atalanta determinata, capace di ritrovare quella cattiveria che l’ha sempre contraddistinta e di tornare a far male a chiunque”.
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Due tifoserie, una sola passione: il significato di Milan-Atalanta
Attraverso i racconti di Gabriele e Thomas è stato, dunque, possibile sviscerare una rivalità sportiva dalle tante sfaccettature. Le loro storie sono diverse, ma si incontrano in un punto esatto: la passione per la propria squadra. Un tifo costruito momento dopo momento, vittoria dopo vittoria, ma anche sconfitta dopo sconfitta, sostenendo i propri colori a prescindere dal risultato.Dall’altro lato della medaglia, però, emergono alcune importanti differenze figlie di due storie e due tradizioni praticamente opposte. Il milanista vive Milan-Atalanta, soprattutto, attraverso la memoria delle vittorie e delle sconfitte, mentre l'atalantino vive la sfida come una dimostrazione di appartenenza e di orgoglio. Ciò non significa che uno sia più passionale dell’altro ma, al contrario, testimonia che la stessa passione possa assumere forme differenti, pur mantenendo intatta la propria intensità.
Perché Milan-Atalanta, in fondo, non è soltanto una sfida tra rossoneri e nerazzurri o Milano e Bergamo. È anche il racconto di chi, da una parte e dall'altra, ha scelto di appartenere a quei colori. E continuerà a farlo, indipendentemente dal risultato. Due maglie, due storie, un'unica certezza: i derby passano ma la passione resta.
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