Gravina svela un importante retroscena sulla nazionale italiana: Mancini si era proposto per tornare, ma la scelta era già ricaduta su Gattuso

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A distanza di settimane dalle sue dimissioni da presidente della FIGC, Gabriele Gravina, ha deciso di rivelare alcuni importanti retroscena sulla nazionale italiana, sia dopo l'addio di Luciano Spalletti che dopo la terza mancata qualificazione consecutiva dell'Italia ai Mondiali.

Gravina calcio italiano

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La gestione del ct: Mancini e Gattuso

In una lunga intervista rilasciata al Corriere dello Sport, Gabriele Gravina ha rivelato un importante retroscena sulla gestione del post-Luciano Spalletti: "Mancini mi domandò di ritornare per riprendere un percorso interrotto. Tuttavia, io avevo già scelto Gennaro Gattuso, il quale, dal mio punto di vista, sarebbe dovuto rimanere anche dopo la mancata qualificazione ai Mondiali contro la Bosnia. La scelta del nuovo commissario tecnico, spetta al mio successore".

Gravina calcio italiano
ROMA, ITALIA - 28 GENNAIO: Il presidente della FIGC, Gabriele Gravina, partecipa alla conferenza stampa della FIGC e del CIP il 28 gennaio 2026 a Roma, Italia. (Foto di Paolo Bruno/Getty Images)

Commentando, invece, l'attuale ct ad interim Silvio Baldini, l'ormai ex presidente della FIGC (la cui presidenza terminerà ufficialmente tra quattro giorni) ha dichiarato: "Agli italiani è piaciuto tanto, però credo sia necessario valutare le conseguenze di determinate scelte. Lui come focus ha la qualificazione alle Olimpiadi, dobbiamo fare attenzione a non rovinare un progetto costruito con visione".

Le parole di Gravina sul calcio italiano e sul suo operato

Nel corso del suo intervento, Gabriele Gravina ha poi voluto affrontare il tema del "problema del calcio italiano" spiegando la sua visione: "In Europa siamo all'ultimo posto per quanto riguarda il minutaggio degli Under 21. Ecco un'altra statistica: il Portogallo, sconfitto 3-0 in finale Under 17, ha prodotto 14 giocatori con 200 presenze in prime squadre. I nostri, invece, giocano in 8 e appena 83 gare. Siamo campioni mondiali nel disperdere il talento che costruiamo con così tanta fatica. Cosa ne penso del decreto crescita? Giustamente è stato criticato poiché aveva portato il numero di calciatori stranieri dal 60% al 67%, successivamente, è stato abrogato e la percentuale è cresciuta addirittura fino al 70%. Inoltre, le qualità di chi arriva dall'estero non sono più così eccezionali. Il vero colpo di grazia è stato alzare l'età del campionato Primavera da Under 19 ad Under 20: facendo un confronto, nelle competizioni internazionali la tendenza è abbassare l'età per sviluppare il talento".

Infine, il dirigente di Castellaneta ha chiuso l'intervista spiegando le sue sensazioni sul suo operato: "Le tre mancate qualificazioni al Mondiale? Un conto salato che continuiamo, anche con in mezzo la sfortuna. Tuttavia, come ha spiegato da Buonfiglio (presidente del CONI, ndr), un risultato nello sport non genera i presupposti per un commissariamento. Cosa lascio? Lascio una FIGC in ottima salute e con una progettualità in avanzamento, nonostante le molteplici aggressioni subite che mortificano non soltanto l'operato di una governance con il 98,7% dei consensi, ma pure gli 1,4 miliardi di gettito fiscale assicurati dal calcio all'Italia".

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