Ancora insulti sessisti dagli spalti: la federazione apre alle indagini sui responsabili

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La scorsa domenica il calcio italiano è stato nuovamente macchiato da un'episodio di insulti a carattere sessista. Come ricordiamo, la sfortunata vittima è la stata l'arbitra Maria Sole Ferrieri Caputi la quale, appunto, è stata presa più volte di mira nel corso della sfida del Sinigaglia tra i padroni di casa del Como e il Venezia. Secondo le ricostruzioni della vicenda, tutto è iniziato nel momento in cui la direttrice di gara aveva prima concesso e poi revocato il rigore ai lagunari scatenando subito gli sfottò sugli spalti. Al momento è in corso l'indagine per risalire ai responsabili.

"Vai a fare la pasta al sugo". La Ferrieri Caputi presa di mira: caccia ai i responsabili

A seguito dello spiacevole episodio verificato nel corso della sfida tra Como-Venezia, la Procura Federale della FIGC ha aperto un'indagine. La questione riguarda gli insulti a carattere sessista lanciati verso la direttrice di gara Maria Sole Ferrieri Caputi dopo che quest'ultima aveva revocato un calcio di rigore alla squadra di Davide Nicola. Decisione poi definitiva ai fini del risultato che, come ricordiamo, ha visto il Como vincere 1-0 grazie al penalty realizzato da Da Cunha.
Ferrieri Caputi
Gli insulti rivolti alla direttrice di gara non sono ovviamente passati inosservati tanto che il procuratore Giuseppe Chiné ha chiesto e ottenuto gli audio e le immagini per risalire ai diretti responsabili. Il tutto grazie ai microfoni e alle telecamere poste ai bordi dello Stadio Sinigaglia. Come poi è stato riportato durante le trasmissioni di DAZN, dagli spalti si sono sentite le seguenti parole: "Vai a fare la pasta al sugo" oppure "Torna a passare l'aspirapolvere". A seguito di questo spiacevole episodio sia Como che Venezia hanno subito manifestato solidarietà alla nativa di Livorno.

arbitri
Maria Sole Ferrieri Caputi, arbitro di serie A. (Photo by Alessandro Sabattini/Getty Images)

Una volta individuati i responsabili, il procuratore deciderà la sanzione più opportuna da infliggere ai due club che può andare da un'ammenda alla chiusura di uno o più settori dello stadio fino, nei casi più gravi, alla disputa di una o più partite a porte chiuse a seconda della gravità dell'infrazione commessa.

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