Senza calcio l'ex Milan e Napoli non sa stare, gli viene un "formicolio allo stomaco"

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Walter Zenga: "Ecco cosa ne penso di Gattuso alla guida della Nazionale"

Gennaro Gattuso ha parlato alla vigilia di Juventus-Lazio, in programma domenica sera alle 20.45. La squadra biancoceleste si presenta all'appuntamento in forma smagliante e ai bianconeri di Spalletti servirà una prestazione super per avere la meglio sui capitolini. Gattuso si dice cambiato rispetto al passato, consapevole che i momenti difficili arriveranno.

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Gattuso e il "suo" calcio: "Se sto senza due o tre mesi, mi viene il formicolio"

"Non mi piango addosso. Negli anni in cui ho allenato, è mancata onestà da parte di qualcuno nei miei confronti", esordisce così Gattuso nella presentazione della sfida dell'Allianz Stadium di Torino. Il tecnico ha ricevuto critiche per i risultati conquistati quando sedeva sulla panchina di altre big del campionato, come anche su quella della Nazionale. La mancata trasparenza dei giudizi ricevuti da qualcuno non specificato ha colpito l'ex Milan.
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"Avessi ascoltato le persone che commentavano le mie partite nei 17 anni di carriera, sarei stato un quarto di quello che sono diventato", ha assicurato Gattuso. Proseguendo sulla scelta di allenare e sul confronto con la carriera da giocatore: "Preferisco allenare, sento più mio questo lavoro". Quindi si passa alle considerazioni sul pallone in generale: "Se sto a casa per due-tre mesi, allora avverto un formicolio allo stomaco. È l'effetto che mi fa il calcio".

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ROMA, ITALIA - 14 OTTOBRE: L'allenatore della SS Lazio Gennaro Gattuso durante l'allenamento della SS Lazio presso il Centro Sportivo SS Lazio il 14 ottobre 2026 a Roma, Italia. (Foto di Marco Rosi - SS Lazio/Getty Images)

La sua Lazio sta davvero sbalordendo. Nonostante siano passate soltanto sei giornate di Serie A, non si può nascondere la grandezza del lavoro del tecnico calabrese. Eppure, l'ex CT dell'Italia è convinto che occorra tenere sempre alta l'asticella: "Bisogna dimostrare in ogni momento della vita: ci saranno dei momenti negativi e prenderemo anche bastonate sul muso". Proprio in merito a queste ultime, sempre pronte a colpire gli addetti ai lavori, il 48enne ha chiosato: "Vanno accettate e si deve andare avanti: oggi sono una persona diversa rispetto a quando cominciai ad allenare 12 anni fa".

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