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ANTONIO CONTRO MAX

Napoli-Milan, Conte contro Allegri: la sfida nella sfida

Napoli Conte
Conte vs Allegri. Napoli-Milan è anche questo. La sfida tra i due club sarà molto piu di una semplice gara. I due tecnici metteranno le loro idee al servizio della propria squadra per restare in scia dell'Inter e continuare a sognare il tricolore.
Francesco Di Chio
Francesco Di Chio

Lunedì 6 Aprile allo stadio Diego Armando Maradona si giocherà uno dei due big match di questa giornata. Nel lunedì di Pasquetta Napoli e Milan si contenderanno i 3 punti che tanto vogliono dire per questo finale di stagione. Le due squadre si stanno giocando il secondo posto, e vincere vorrebbe dire rimanere in scia dell'Inter capolista che sfiderà la Roma il giorno prima. Oltre ad avere un così grande valore ai fini della classifica, la partita sarà teatro anche di un altro big match, quello tra i due allenatori. Conte da una parte, Allegri dall'altra: al Maradona andrà in campo lo scontro tra due dei più grandi allenatori italiani degli ultimi quindici anni. Impeto contro logica, intensità contro controllo: Napoli-Milan sarà una partita a scacchi.

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Antonio Conte: l'uomo dai due volti

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Antonio Conte è un vincente. La capacità che ha di trasmettere la voglia di raggiungere i suoi obiettivi è fuori dal comune. Dategli una squadra ferita, ma con delle potenzialità, e Antonio sarà quasi sicuramente capace di vincerci uno scudetto. Parlano i numeri: nello stivale soprattutto, non ha mai fallito l'obiettivo tricolore, se non alla prima stagione con l'Inter, ma si sa, esistono le eccezioni che confermano le regole. Pepe, Pellè, Lukaku, Politano, sono solo alcuni dei nomi sulla lista dei calciatori che Antonio Conte ha rivitalizzato, portandoli ad un livello mai visto prima. Conte è passionale, intenso, verace. E tutte queste caratterstiche si portano con sè ovviamente dei lati più oscuri. Il tecnico leccese innanzitutto è una persona che pretende, e tanto. Vincere si, ma bisogna dargli a disposizione quello di cui ha bisogno. Chiedere alle dirigenze di Inter e Juventus, Antonio non si è mai fatto problemi nel lasciare la cabina di comando dalla sera alla mattina.

Ma il tallone d'Achille principale di Antonio sono le coppe europee. I detrattori di Antonio trovano nelle campagne europee dell'ex ct della nazionale terreno fertile. Antonio non da il meglio di se quando si supera il confine italiano. La media punti ne è l'evidente dimostrazione: se in campionato la media punti del tecnico è superiore ai 2,20, in Champions League la media crolla sotto l'1,5. C'è da fare una precisazione però, in Europa League la storia cambia, con il tecnico che è stato vicino a vincerla per due volte. In semifinale con la Juventus, in finale con l'Inter, Antonio ha sfiorato la vittoria in due occasioni. In Conte vive un dualismo estremo: Antonio si ama o si odia. Tutta questa intensità Antonio cercherà di trasmetterla nel big match di Lunedì sera, per impedire al Milan di gestire ritmo e spazi e per provare a dare l'ennesimo segnale a questo campionato che sembrava chiuso troppo presto.

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Max Allegri: cavalli e segugi

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Max Allegri è un vincente. Il mister livornese ha battuto svariati record, soprattutto alla guida della Juventus, dove proprio subentrando a Conte è stato capace di vincere 5 scudetti consecutivi e raggiungere 2 finali di Champions League in 3 anni. Questo gli ha conferito - a giusta ragione - lo status di tecnico vincente. Il conte Max è un calcolatore, fa della logica una delle sue caratteristiche principali. Caratteristica che ha messo a punto e raffinato anno per anno. Ad Allegri non si può chiedere di fare il calcio più bello del mondo. Max è pragmatico, bada al sodo, e preferisce costruire i suoi successi su un calcio semplice ma essenziale, dando importanza fondamentale alla fase difensiva. E in Italia si sa, i titoli si vincono soprattutto partendo dalla difesa. Ma questa per Allegri negli anni è diventata un'arma a doppio taglio.

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Allegri riesce ad ottenere i risultati migliori possibili col materiale che ha a disposizione, vero. Ma raramente riesce a far over performare i suoi calciatori. Una delle più grandi critiche che gli vengono mosse è proprio quella di essere troppo pragmatico. In questa stagione col Milan questa situazione sta venendo fuori come mai negli anni precedenti. Il Milan di Max è temibilissima quando incontra delle squadre che sulla carta le sono superiori, infatti non ha mai perso uno scontro diretto. Ma quando c'è da comandare e indirizzare la partita, i rossoneri soffrono. I risultati contro Parma e Cremonese ne sono la prova. Max preferisce essere un cavallo o un segugio? Lunedì avremo l'ennesima prova per rispondere a questa domanda. Verosimilmente il Milan si presenterà a Napoli con l'idea di attendere gli avversari, studiarli e colpirli nel momento giusto. Un'arma che ha funzionato molto bene quest'anno, con la quale i rossoneri stanno tenendo vivo ogni sogno tricolore.

Conte e Allegri: amore e odio

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I due tecnici sono assolutamente tra i migliori del calcio italiano, per lo meno degli ultimi anni. Non si hanno così tanti sostenitori - nè così tanti detrattori - se non diventi così forte e temuto. I due hanno questa capacità di dividere come tratto fondamentale in comune. Quanta gente discute pensando se vincere uno scudetto giustifichi un'eliminazione dalla Champions League ai gironi? E quanti duelli ascoltiamo ogni giorno in tv, sui social e al bar tra giochisti e risultatisti? Riuscire a catturare così tanto l'attenzione degli appassionati di calcio è sicuramente un merito, aldilà se ci schieriamo a favore di uno dei due o meno.

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Ma i due hanno in comune un'altra cosa: negli ultimi giorni -  purtroppo - è aperto il dibattito su chi dovrebbe sedere sulla panchina della nostra nazionale per riportare un pò del lustro perduto. E i due tecnici più quotati, ovviamente, sono Conte ed Allegri. Le loro personalità e il loro status certamente porterebbero dei miglioramenti alla nostra nazionale. Lunedì sera pertanto al Maradona non ci saranno soltanto in palio i 3 punti: oltre alla vittoria, ci sono in ballo le ultime speranze di vincere uno scudetto complicatissimo per entrambe le squadre e perchè no, anche un pezzo di panchina della nazionale. Conte contro Allegri, istinto contro razionalità: la sentenza, come sempre, spetterà al campo.