Il sampdoriano “non indispensabile” accetta lo sfottò post-derby: 1-1 dopo il genoano “terrapiattista”

Il primo derby del dirigente sampdoriano che tifa Genoa, Marcello Pollio, è finito in parità

di Redazione DDD

Massimiliano Lussana, giornalista, scrittore, blogger di successo con la sua Puntina e adesso anche autore teatrale, ha detto la sua sul derby di Genova finito 1-1 domenica sera a Marassi. E non solo, ha anche mostrato di accettare lo striscione dei tifosi genoani sul doriano “non indispensabile allo sforzo produttivo“. Il corsivo di Lussana affidato al sito Clubdoria46.it è molto sereno: “Lo scorso campionato il derby a porte chiuse, con le coreografie surrogate dal gioco di luci, ci riempì comunque di emozioni. Ricordo che scrissi che a me quel Genoa-Sampdoria era piaciuto molto, anche perchè credo che se oggi vediamo ancora il derby sia merito sostanzialmente di quella serata. Eravamo ancora tutti emozionati per i morti, per gli eroismi degli operatori sanitari e per tutto quello da cui ci sembrava di poter uscire. L’altra sera, invece, niente istituzioni, niente minuti di silenzio, niente emozioni extra campo, tutto più difficile, più pesante. E persino l’assenza dei ragazzi delle scuole calcio e dei mille spettatori che ci eravamo abituati a vedere con i loro cori nelle scorse settimane è un ulteriore colpo. Insomma, questa è l’atmosfera.

Jankto subito dopo il gol nel derby (Photo by Paolo Rattini/Getty Images)

E lo striscione più bello della giornata, oggettivamente molto divertente ed esilarante come lo era il “Genoano terrappiattista” dello scorso anno, è stato quello che – scherzando mirabilmente sul brutto e sbagliato tweet di Toti, di cui ci occuperemo, tranquilli – recitava: “Doriano non indispensabile allo sforzo produttivo del Paese”. Ecco, un po’ di aria di derby arrivava già da qui. Così come arrivava dai paracadutini con i fumogeni arrivati dall’esterno del Ferraris, pittoreschi e modo divertente di aggirare le porte chiuse, quattro finiti sul tetto del Ferraris e uno in campo, sulla linea del fallo laterale sotto la tribuna. E poi, la partita, oggettivamente molto combattuta, col Genoa più bello della stagione e una Samp che solo a tratti è la “solita” Samp, ma quando riesce ad esserlo è irresistibile. Pronti via e tiro di Pandev, poi lo splendido gol di Jankto da lontanissimo, quasi un missile come quelli arrivati con i paracadutini, quindi una parata miracolosa di Audero che vale più di un gol e poi il pareggio di Scamacca che solo degli analfabeti funzionali del calcio possono pensare possa essere inferiore a Shomurodov (spunto per Claudio Onofri, Beppe Dossena, Gigi Cagni ed Emanuela Guerra al Derby del lunedì, dove l’autore della Puntina, modestamente, è l’unico che ci becca su tutto, in mezzo ai soloni).

Così come fa molto clima derby la tensione in campo, con risse continue, su tutte quella per un fallo laterale nel primo tempo, con Perin che arriva a dar man forte direttamente dalla sua porta, come ai bei tempi. Insomma, è stato un derby vero. Equilibrato e più combattuto che bello, ma vero. Con un Genoa a mio parere leggermente superiore al Doria e Maran superiore a Ranieri, almeno fino ai cambi, con Silva, Verre, Keita e Candreva che raccontano un’altra storia calcistica, fino al palo di un gigantesco Keita e al gol che si è mangiato Damsgaard, clamoroso. E qualche individualità: Audero, Yoshida, Tonelli, Jankto, Silva e Keita in positivo e Quagliarella, che però ha avuto poche palle giocabili, Ekdal e Ramirez in negativo nella Samp e fa bene Ranieri a levarli tutti e tre al 21esimo della ripresa; Rovella, Scamacca, Zapata e Pandev in positivo fra i rossoblù, con meno positivi Badelj e Zajc perchè sono davvero poco appariscenti, ai limiti dell’evanescenza, Pjaca perchè si mangia due gol.

E mi piace salutare anche una cosa che può sembrare un piccolo particolare, ma non avveniva da mesi: sia Sampdoria che Genoa hanno uno sponsor al centro della propria maglia ed è qualcosa di bellissimo e di cui va dato merito a Marco Caroli e Daniele Bruzzone. Very Mobile, operatore telefonico pronto a prendersi fette di mercato, fratellino giovane della famiglia di Wind e 3, freschissimo arrivo di questa settimana in casa blucerchiata, che sarà al centro delle maglie tutta la stagione, e Banca Sistema, specializzata in acquisti di crediti e factoring per il Genoa. Fidatevi, è tanta roba, perchè le maglie vuote sono esteticamente bellissime, ma non sono un buon segno per la società. E quindi economicamente è un’ottima notizia. L’altra ottima notizia, almeno per i sampdoriani, è il proscioglimento di Massimo Ferrero nell’inchiesta su Obiang. Nonostante ci fossero molti tifosi, opportunamente caricati mediaticamente, che seguivano le sue udienze con più attenzione del derby e avrebbero preferito una condanna in settimana a una vittoria oggi.

Io no.

Vedete, a me Ferrero stilisticamente non piace, ma piace ancor meno – stilisticamente e garantisticamente – la campagna forsennata e anche un po’ violenta fatta contro il presidente blucerchiato, che ora immagino si prenderà qualche rivincita, visto che gli piace il corpo a corpo. A me, in tutta questa vicenda, è piaciuto soprattutto il fatto che Ferrero abbia rinunciato al rito abbrevviato, accettando di farsi giudicare appieno, con tutti i relativi rischi. E, ribadisco, io che non ho mai – mai, anche quando alcuni di coloro che oggi lo insultano lo osannavano – amato il presidente blucerchiato, ma gli ho sempre riconosciuto alcuni meriti. Ferrero è quello che ha dato mandato ai suoi, Osti e Pecini in primis, di fare questa squadra. Ferrero è quello che ha scelto come membri del Cda un sampdoriano doc come Enrico Castanini, che è più che una garanzia, ed è il segreto del successo di Liguria Digitale; Pino Profiti che è un’eccellenza nel suo settore e solo un cieco non vedrebbe bene ad Alisa prima che sia troppo tardi, e Marcello Pollio – che stasera tifava Genoa ed è una garanzia di imparzialità nel leggere i bilanci, non una diminutio, anzi – e professionisti doc. Ferrero è quello che ha preso Ranieri quando quelli che lo insultavano volevano Iachini. E vale la pena ricordare lo score di Ferrero nei derby: sette vittorie, quattro pareggi e due sconfitte”.

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