Allo Stadio Giuseppe Sinigagliail Como ospita il Milan nel recupero della 19ª giornata di Serie A. I lariani, reduci dall'1-1 ottenuto in trasferta sul campo della Lazio e dal successo casalingo contro il Lecce, cercano l'impresa nel derby lombardo che gli permetterebbe di agganciare il Torino al 12° posto. Non possono permettersi ulteriori passi falsi, invece, i rossoneri di Sergio Conceiçao; l'estasi post-vittoria in Supercoppa è durata poco per via del deludente 1-1 dello scorso weekend contro il Cagliari.
In riva al Lago, dunque, ci sono in palio tre punti importanti per entrambe le compagini che Massimo Taibi, intervenuto in esclusiva ai nostri microfoni, conosce bene. L'ex portiere della Reggina, con un'esperienza anche in Inghilterra tra le file del Manchester United, iniziò la sua carriera da professionista proprio al Milan nel 1990, con una breve parentesi in prestito al Como in Serie C1.
Il Milan di Sacchi, poi quello di Capello, che esperienza è stata quella rossonera?
"È stata un'esperienza fondamentale perchè mi hanno fatto crescere e mi hanno lanciato nel grande calcio. Sono stato al Milan nella stagione 1997-1998 e posso solo ringraziarli, sono stato bene, bene".
Si è sempre parlato con un'accezione negativa della sua parentesi al Milan, ma cosa ricorda di positivo?
"Ho fatto il terzo portiere, poi mi sono alternato con Sebastiano Rossi. Io sono stato bene, è ovvio che per questioni personali ho preferito andarmene, ma io sono stato bene. Per me è stata una parentesi importante, io sono stato sotto il Milan per otto anni, sotto contratto, posso solo ringraziarli".
Como è stato un trampolino di lancio prima dell'exploit al Piacenza...
"Como è stata una piazza importante. Era una squadra forte con una società forte perchè c'era Marotta direttore. Facemmo un campionato importante, per un punto non andammo in Serie B, ma lì ho capito che potevo fare questa carriera, era il secondo anno che giocavo dopo Trento e poi sono andato in Serie B al Piacenza proprio grazie a quella annata lì".
Che derby si aspetta, si sfidano due allenatori stranieri, Fabregas contro Conceiçao: il Como può approfittare delle difficoltà del Milan?
"Non sarà una partita facile per il Milan. Il Como non è una provinciale, sta costruendo qualcosa di importante all'interno del calcio italiano, quest'anno sarà una stagione di assestamento, ma ha giocatori forti. Non è semplice neanche per il Como, il Milan a parte il pareggio col Cagliari, dove non è riuscito a chiudere la sfida, ha dimostrato che con Conceiçao c'è stata comunque un'inversione di rotta".
Fonseca non è andato, al suo posto è arrivato Conceiçao: il problema del Milan era l'allenatore?
"Si vedrà a giugno. Il Milan è una squadra abbastanza giovane, costruita per il futuro. Meritava qualche punto in più, ma questo fa parte del calcio. Io non credo che quando le cose vanno male, sia solo colpa dell'allenatore. Se Conceiçaoriuscirà a portare il Milan più avanti possibile, vuol dire che qualcosa non andava con la precedente gestione, tuttavia credo che il problema sia legato principalmente alle condizioni fisiche di alcuni giocatori: alcuni non sono al meglio, altri devono ancora trovare la forma ideale. Per me non è colpa dell'allenatore".
La scelta di puntare su una super-star nel ruolo di allenatore, una visione a lungo termine, il progetto stadio: cosa ne pensa della proprietà che gestisce il Como?
"Credo che il Como abbia una delle proprietà più potenti del mondo, sta facendo dei progetti importanti, secondo me fra qualche anno non sarà più una provinciale, ma diventerà una società importante".
Lei che ha una certa esperienza a livello dirigenziale, quali sono gli errori più gravi che ha commesso di recente il Milan: l'allenatore, il mercato, i dirigenti?
"Il Milan ha una società straniera che già da qualche anno, sta cercando di capire come funzioni il calcio italiano. Io non penso ci siano degli errori, ci vuole solo pazienza per farli crescere. Non è colpa delle società che investono, sbagliare fa parte del gioco, ma gli errori li commettono tutti. Il Milan forse ne ha commesso qualcuno in più, ma c'è tempo per recuperare".
A proposito di mercato, il Milan avrebbe messo nel mirino Marcus Rashford del Manchester United, un ambiente che lei conosce bene. Un attaccante versatile, ma non è un bomber...
"I bomber come Lautaro, Icardi, Vlahovic non li prendi a gennaio che è sempre un mercato di completamento, non è semplice. Credo che il Milan il bomber lo possa trovare a giugno, ma Rashford è un giocatore importante, nella scacchiera del Milan ci può stare".
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