derbyderbyderby editoriali Il Napoli si coccola il “figlio” Vergara, la Fiorentina fa troppo poco: al Maradona passano i padroni di casa

EDITORIALE

Il Napoli si coccola il “figlio” Vergara, la Fiorentina fa troppo poco: al Maradona passano i padroni di casa

Il Napoli si coccola il “figlio” Vergara, la Fiorentina fa troppo poco: al Maradona passano i padroni di casa - immagine 1
I due ex oggetti misteriosi Vergara e Gutierrez portano a casa una partita mai messa in discussione: inizia così un nuovo tempo di riflessioni e discussioni per la viola.
Pietro Rusconi
Pietro Rusconi Redattore 

Il calcio è ancora capace di sorprenderci. In queste settimane è il turno del nuovo trequartista di Antonio Conte. Nuovo si fa per dire dato che Antonio Vergara gioca da sempre per i partenopei. Eppure, solo in questa stagione ha avuto la chance di giocarsi le sue carte rimanendo in pianta stabile nell'organico napoletano. Lui, uno dei pochi figli di Napoli prodotti dalla cantera del club in questi ultimi anni. Dopo aver sostituito egregiamente Neres nelle prime partite, ecco che nelle ultime due ha anche portato in dote 2 reti. Il Napoli tira un sospiro di sollievo e grazie alle giocate del suo tridente in Napoli-Fiorentina, si mantiene a distanza di sicurezza dalla Juventus.

La Fiorentina di Paolo Vanoli sembra essere rientrata in un vortice di mediocrità e negatività. 3 sconfitte di fila (Cagliari, Como e Napoli) che proiettano i viola sempre più in zona retrocessione, lasciando al Lecce la possibilità di allungare a +4. Le note positive si contano sulle dita di una mano, mentre quelle negative abbondano. Per il tecnico ex Torino ci sarà molto da riflettere, ma nel frattempo ritrova un volenteroso Moise Kean.

Come Antonio Conte ha vinto Napoli-Fiorentina

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Non era una partita semplice da portare a casa per il Napoli. Una squadra decimata dagli infortuni (a cui si aggiunge quello parecchio grave del capitano Di Lorenzo) e col morale in ribasso dopo la batosta torinese e l'uscita dalla Champions. Antonio Conte non ha cambiato nulla rispetto agli ultimi match, ma la sensazione è che qualcosa abbia iniziato a riaggiustarsi e siano tornati gli automatismi.

Solito 3-4-2-1 in cui l'arma per fare male diventa la ricerca sistematica di Rasmus Højlund. Il nazionale danese è rimasto ancora a secco di reti ma ha svolto un lavoro fondamentale per permettere alla squadra di fiorire. Fin da subito il match è stato un'esibizione costante di duelli individuali, tra cui proprio quello fra Højlund e Pongracic. Il centrale croato ha faticato tantissimo nel gestire la punta napoletana.

Con il mister leccese l'ex United è migliorato parecchio sotto molti punti, soprattutto nella gestione e nella pulizia dei pallone scaricati dai propri compagni. Nel 1T quest'azione ha funzionato così tanto che ha prodotto così la prime rete del Napoli. Scarico, più o meno calibrato, dai terzini o dai centrali da buttare addosso al corpone di Højlund. Il 19 manipola completamente Pongracic riuscendo a servire il trequartista che nel frattempo ha fatto un movimento a mezza luna per sgusciare dalla propria marcatura. Il primo gol avviene grazie ad un lancio di Meret direttamente sul centravanti del Napoli che fa sfilare il pallone dopo aver dominato il corpo del difensore viola. Su questo pallone si avventa come un falco Vergara che con grande rapidità si getta nella profondità per finalizzare da solo davanti a De Gea. 

Gli oggetti misteriosi Gutierrez e Vergara

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Dopo la prima rete ecco che il raddoppio avviene grazie ad un'altra tendenza di Conte dopo il centravanti boa. Il tecnico iridato gioca con gli esterni a piede invertito. Così Spinazzola ara la fascia sx mentre Gutierrez gestisce con qualità quella dx. Proprio l'esterno ex Girona ha siglato il secondo gol in Napoli-Fiorentina. Finora il calciatore è stato un oggetto piuttosto misterioso per la gestione contiana, che di un giocatore così peculiare (forte tecnicamente, meno atleticamente) non sa bene cosa farsene. Il giocatore spagnolo ha sempre giocato a sx nella sua carriera, ma ieri ha dato l'impressione di poter essere pericoloso anche partendo da dx. 1 vs 1 contro Gosens, rientro verso il centro del campo, non arriva il raddoppio di Gudmundsson ed ecco che Gutierezz scocca il mancino a giro che si insacca dietro il connazionale De Gea.

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Anche Antonio Vergara è una sorpresa a tutti gli effetti. Quando si legge la su età si rimane un po' sbigottiti. Per la qualità che sta dimostrando, sembra davvero inconcepibile che il ragazzo sia riuscito a giocare in A solo a 23 anni. Nel suo percorso c'è stata tanta sfortuna (rottura del crociato nel 2023) ma anche incompetenza. La sua occasione è arrivata solo grazie a questioni contingenti di infortuni, sennò un epilogo così, difficilmente sarebbe stato possibile. Anche ieri (dopo la grande prestazione in Champions) è stato il migliore in campo, sempre vivace e utile anche nel ripiegamento difensivo. ADL può esultare perchè non dovrà intervenire sul mercato, Conte esulta perchè ha trovato un piccolo coltellino svizzero.

Napoli-Fiorentina, Vanoli non trova la quadra giusta

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Paolo Vanoli per Napoli-Fiorentina conferma il suo 4-1-4-1 (4-3-3) con un centrocampo tutto italiano. Brescianini-Fagioli-Fabbian (appena arrivato dal Bologna) non hanno dato grande sostanza in entrambe le fasi. L'ex Bologna è stato sostituito al 45' dopo una prestazione nulla, Brescianini ha faticato parecchio nel contenere Vergara e Fagioli è stato costantemente asfissiato dai raddoppi e dalla marcatura a uomo di Elmas. Nel 1T c'è stata l'occasione da palla inattiva col palo di Piccoli (grande colpo di testa) e con l'errore da pochi metri di Gud sempre di testa. Il centravanti italiano ha faticato nel trattenere palloni contro Buongiorno (poi superato sulla profondità in occasione del 2-1) e la costruzione della Fiorentina era inesistente.

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Il 2T di Napoli-Fiorentina ha girato meglio per i ragazzi di Vanoli. La marcatura di Højlund è stata gestita da Comuzzo (cruciale in un salvataggio sulla linea nel 1T) e Mandragora ha aiutato Fagioli, permettendo all'ex bianconero di fare una regia più pulita. Abbassandosi tra i centrali, il nazionale italiano poteva cominciare l'azione con più calma (il Napoli ha allentato la pressione con il prosieguo del match.). Proprio da un suo passaggio dalla difesa sull'ottimo inserimento di Dodò nel mezzo spazio (saltando due giocatori partenopei) è nato il gol viola. L'esterno brasiliano ha condotto palla fino a servire Piccoli in profondità. Il tiro è stato parato da Meret ma sulla ribattuta ecco l'attacco del neo arrivato Solomon per accorciare le distanze. A dare manforte nel finale entra anche il redivivo Moise Kean, posizionando la viola su un 3-5-2. Il rientro del bomber italiano dà una piccola scossa alla squadra (palo poi annullato per fuorigioco e tanto lavoro utile), ma non è sufficiente ad agguantare il pari.