Dalla polvere di Tocopilla ai trionfi europei, fino all'approdo in MLS. Alexis Sanchez ha conquistato i tifosi con la sua corsa, i dribbling e l'iconica fame del "leone in gabbia"
Copa America, tifosi cileni contro gli argentini: si comincia con uno spintone...
Il calcio moderno produce atleti perfetti, ma pochissimi giocatori riescono a rapire l'anima dei tifosi in modo così profondo come Alexis Sanchez. Noi amanti di questo sport ci innamoriamo perdutamente di chi suda, lotta e inventa pura magia con il pallone tra i piedi. Il Niño Maravilla incarna l'essenza più selvaggia del gioco. Alexis nasce a Tocopilla, una polverosa città incastrata tra l'oceano e l'arido deserto cileno. Da bambino, il piccolo fenomeno lava le auto per racimolare i soldi necessari a comprare le sue prime scarpe da calcio. Questa fame primordiale lo spinge oltre ogni limite. Il Cobreloa lo lancia nel calcio professionistico a soli sedici anni. Poi Colo-Colo e River Plate svezzano il talento ribelle, forgiando un attaccante capace di dominare le difese argentine e cilene con una spavalderia fuori dal comune.
Il capolavoro a Udine e l'università di Barcellona
Questo diamante grezzo e instancabile incanta la rete scouting dell'Udinese, che lo porta in Italia nel 2008. In Friuli, Sanchez infiamma letteralmente le tribune. Il cileno salta gli avversari come birilli e forma una coppia devastante con Totò Di Natale, portando i bianconeri a storiche qualificazioni in Champions League. Il Barcellona di Pep Guardiola chiama e lui risponde presente. Al Camp Nou, Alexis impara la grande tattica europea, solleva trofei e affina la tecnica affiancando un genio assoluto come Lionel Messi. I tifosi ammirano un ragazzino che, nonostante i lustrini catalani, corre a perdifiato per novanta minuti senza mai tirare indietro la gamba.
L'onnipotenza all'Arsenal e la parentesi di Manchester
Ma il suo vero, incontrastato apice sportivo arriva a Londra. Con la maglia dell'Arsenal, l'attaccante domina la Premier League in lungo e in largo. Il numero sette trascina i Gunners con gol clamorosi, giocate funamboliche e una grinta feroce. Quando gli avversari rubano il pallone, lui scatta immediatamente per recuperarlo in pressing solitario, scatenando boati di approvazione sugli spalti dell'Emirates Stadium. Il successivo e milionario passaggio al Manchester United rappresenta però il punto più basso della sua carriera. I problemi fisici e le incomprensioni tattiche lo spengono lentamente. Eppure, noi amiamo Sanchez anche per questo, le sue fragilità e le sue cadute lo rendono ancora più umano e vicino a tutti noi.
La rinascita all'Inter e il ruggito del "leone in gabbia"
Il destino offre sempre una seconda occasione ai grandi campioni, e la Milano nerazzurra accoglie il cileno a braccia aperte. Con l'Inter, Sanchez accetta un ruolo da comprimario di lusso, ma il suo impatto risulta spesso devastante. Il momento clou arriva in una fredda notte di gennaio del 2022, durante la finale di Supercoppa Italiana contro l'acerrima rivale Juventus. Al minuto 120, a pochi secondi dai calci di rigore, Alexis si avventa su un pallone vagante in area e trafigge la rete, facendo esplodere San Siro. Subito dopo il fischio finale, l'attaccante si presenta ai microfoni e regala una dichiarazione che scolpisce immediatamente il suo nome nella leggenda del club: "I campioni sono così. Più giocano e meglio stanno. Io ero come un leone in gabbia, lasciami giocare e sono un mostro". In quelle esatte parole vibra tutto l'orgoglio sconfinato di un ragazzino che non accetta mai di sedersi in panchina.
La Roja, i continui viaggi e la nuova vita a Montreal
Il Cile trova in Alexis il condottiero perfetto per scrivere la storia. Sanchez guida la Roja alla conquista di due epiche edizioni consecutive della Copa America, siglando il rigore decisivo contro l'Argentina nel 2015 con un cucchiaio indimenticabile. Dopo una formidabile stagione in Francia con il Marsiglia e un ultimo scudetto vinto con l'Inter, il cileno sceglie il romanticissimo ritorno a Udine. La seconda favola friulana regala però enormi delusioni. Il campione gioca pochissimo e non riesce a incidere. Il Niño non si arrende affatto, fa le valigie, accetta la complessa sfida spagnola del Siviglia e infine vola oltreoceano. Oggi, Alexis regala gli ultimi, preziosissimi sprazzi di pura magia ai tifosi canadesi del CF Montréal, in MLS. Noi ci innamoriamo di lui per un motivo molto semplice. Sanchez gioca nei più grandi stadi del mondo esattamente come un bambino gioca nel cortile sotto casa. La sua corsa sfrenata, palla al piede, verso la porta avversaria rappresenta e rappresenterà sempre la parte più bella e romantica del nostro sport.Caricamento post Instagram...
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