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“Condanniamo gli episodi del derby”, il Paok si difende così dopo l’invasione di Salonicco

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Redazione DDD

Il PAOK Salonicco ha chiesto scusa al corpo disciplinare della Super League per i tristi episodi causati dai suoi tifosi nel derby sul proprio terreno alla Toumba con l'Aris Salonicco. Il PAOK rischia provvedimenti durissimi. Nella sua difesa di carattere legale, lo sforzo del PAOK agli occhi del giudice sportivo si è concentrato sull'imporre la minima sanzione possibile, e nello specifico solo una multa e da 2 a 4 partite a porte chiuse, dopo l'invasione di tifosi nel derby accompagnata da violenza e danni a persone e cose. Questo perché ci sono altri punti dell'accusa, come accendere fumogeni e lanciarli, per i quali il PAOK è recidivo e può rimediare una sanzione durissima, senza precedenti.

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L'avvocato del PAOK, Lambros Birdas, ha dichiarato, tra le altre cose: "Quello che è successo era essenzialmente diretto contro la loro stessa squadra. I tifosi hanno espresso la loro insoddisfazione per le prestazioni della squadra. Non possiamo essere puniti né per l'accensione di torce né per il lancio. Non si possono avere tre condanne, essenzialmente per lo stesso reato. Al 92', quando è stata fatta l'invasione, tutto lo stadio è stato blindato. Cosa può fare di più la società? Per questo derby il PAOK aveva assunto 120 guardie di sicurezza in più di quanto fosse obbligato a fare. Ha messo davanti alle porte 4 e 4a, 53 di sicurezza". L'altro legale del PAOK, Achilleas Mavrommatis, ha osservato quanto segue: "Abbiamo vissuto eventi non piacevoli e il PAOK FC li condanna. Non vogliamo arrivare al punto in cui qualsiasi sanzione imposta supera determinati limiti".

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