Derby veneziano femminile perso contro la Noalese e insulti dall’arbitro: Union Fenice, il danno e la beffa

Derby veneziano femminile perso contro la Noalese e insulti dall’arbitro: Union Fenice, il danno e la beffa

Serie A2 femminile di Calcio a 5: Union Fenica-Noalese 2-4

di Redazione DDD

Il derby veneziano femminile di Calcio a 5 prima in campo e poi su Facebook. La Noalese ha vinto 4-2 e ha fatto l’articolo dettagliato di cronaca dell’incontro. L’Union Felice, dopo la sconfitta, ha fatto invece due comunicati sul proprio profilo Fb. Il primo lamentava insulti ricevuti dal direttore di gara, del tipo “stai zitta brutta tr…”.

Il secondo è il seguente: “Come si temeva…oltre alla danno la beffa! Portiamo a casa una ammenda da 500 euro perché un nostro sostenitore entrava in campo con atteggiamento minaccioso verso l’arbitro. (Forse dopo quella frase detta da quel Signore in giallo – definirlo arbitro è irrispettoso nei riguardi di chi l’arbitro lo fa con coscienza e professionalità – era il caso di invitarlo a cena a fine partita?). Portiamo a casa la squalifica per 3 giornate ad una nostra giocatrice per insulti e minacce alle avversarie (chi era presente potrà dire se è vero). Portiamo a casa la squalifica per un mese di una nostra dirigente che ha la grave colpa di aver insistito con il signore in giallo affinché almeno avesse la decenza di scusarsi. A nulla è servito avvisare preventivamente che se questi episodi ci sono stati è solo per merito di questi soggetti piccoli piccoli che in un ristretto perimetro dove trascorrere 40/50 minuti della loro domenica, acquisiscono tutta quella autorità e sfrontatezza che evidentemente nell’arco degli altri giorni della settimana devono meschinamente reprimere.Fa male passare dalla parte del torto dopo ciò che è accaduto. Fa tanto male al punto di indurti a chiedere se valga ancora la pena insistere nel voler continuare. Continuare per cosa? Per avere la prossima gara un altro episodio analogo e doverci sopportare i sorrisi sarcastici (come quelli da tutti visti domenica) di chi sa che tanto avrà sempre ragione? Predicate il rispetto, manifestate con i vostri sorrisi i concetti che poi tradite, forgiatevi di nastri e colori di solidarietà… ma forse prima iniziate a capire se avete o meno una coscienza a cui rendere conto”.

 

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