Ibra, una rovesciata per Milano e per l’Italia: “Un calcio al virus, un aiuto agli ospedali Humanitas”

Ibra, una rovesciata per Milano e per l’Italia: “Un calcio al virus, un aiuto agli ospedali Humanitas”

Raccolta fondi Zlatan

di Redazione DDD

di Mattia Marinelli –

Raiola ha offerto Bonaventura alla Roma, Jack ha superato i problemi al ginocchio e a 30 anni vuole essere ancora protagonista. Donnarumma studia l’inglese per trascorrere i suoi pomeriggi stando in casa, lo condivide con i suoi follower in maniera trasparente e serena, ma secondo interpretazioni sarebbe accaduto perchè si preparebbe a lasciare l’Italia per trasferirsi all’estero.

Intanto il club rossonero lavora ai tagli degli ingaggi, lo stipendio massimo pari a quello del turco Calhanoglu (2.5 milioni annui). Anche il Milan si prepara a fare i conti con l’inevitabile austerity che contaminerà il mondo del calcio nel dopo-Coronavirus. Il monte-ingaggi rossonero potrebbe scendere di una ventina di milioni. A proposito, “Der Professor” non avrebbe il tempo per insediarsi a dovere. Secondo la bild tutto salterà, le trattative con il Milan finora non sono andate a buon fine. Dopo le smentite di Gazidis e Scaroni, gli ambienti giornalistici tedeschi confermano che il Milan e Ralf Rangnick non sarebbero così vicini come si diceva.

Ibra tifa per medici e infermieri

Dal canto suo, Ibra dona 100mila euro e lancia una raccolta fondi: “Italia ti amo, ora tocca a me”, si muovono anche la stella viola Ribery e la Sampdoria. L’immagine scelta da Zlatan è una mezza rovesciata con cui allontana il Coronavirus da Milano. Quello che conta è la sostanza e Ibra fa la sua parte. In attesa di capire cosa sarà del suo futuro calcistico, Zlatan Ibrahimovic lancia una raccolta fondi per affrontare l’emergenza Coronavirus: “L’Italia mi ha sempre dato tantissimo – spiega l’attaccante del Milan in un video su Instagram – in questo momento voglio restituire ancora di più”. Centomila euro donati da Ibra e una raccolta fondi per aiutare gli ospedali del gruppo Humanitas. Il nome del progetto è “Diamo un calcio al Coronavirus” e vi hanno già aderito in migliaia: lo scopo è raggiungere un milione di euro per i centri di Rozzano, Castellanza, Bergamo e Torino.

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