Ricomincia la Serie A e le storie dietro i match del fine settimana sono tutte da disvelare e scoprire: il duello fra genovesi e liguri apre a uno squarcio pericoloso dell'Italia fascista
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Il contesto del 1926
Il 17 Ottobre 1926 è andato in onda per la prima volta il match Genoa-Napoli. Tempi lontani e tempi vicini, regimi e calcio. Un anno fondamentale a livello sociale per quanto riguarda l'istituzionalizzazione dello stato fascista grazie alle tenebrose "leggi fascistissime", proposte per eliminare e abolire libertà personali e civili.
Nel calcio, tra i vari tentati attentati al Duce nell'autunno del '26, viene promossa la "Carta di Viareggio", documento che sanciva per la prima volta la nascita di una divisione nazionale comune. Non più Lega Nord e Lega Sud, ma un unico campionato, così da accompagnare le squadre del meridione verso una crescita professionale, per raggiungere i livelli del più organizzato nord. Con questa carta nasce anche la questione degli "oriundi". L'arrivo di stranieri nelle rose dei club italiani fu stoppato per dare precedenza agli azzurri ma le squadre, colme di giocatori provenienti dall'estero, riuscirono ad aggirare la normativa grazie allo ius sanguinis, soprattutto in relazione agli arrivi dal Sud America.
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