Ricomincia la Serie A e le storie dietro i match del fine settimana sono tutte da disvelare e scoprire: il duello fra genovesi e liguri apre a uno squarcio pericoloso dell'Italia fascista
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Genoa-Napoli in bianco e nero
Genoa e Napoli affrontavano due momenti storici ben diversi nel 1926. I liguri erano una squadra ampiamente consolidata e potevano già vantare 9 titoli, portando anche l'onore di essere gli inventori del calcio in Italia. I campani invece, videro la propria rinascita proprio il 1 agosto del 1926, grazie all'imprenditore borghese Giorgio Ascarelli. L'Internaples (fusione di Naples e Internazionale Napoli) non esiste più e lascia così spazio all'Associazione Calcio Napoli.
Il 17 ottobre, i partenopei si avvicinano così alla sfida con i padroni del calcio con 0 punti fatti e 0 reti segnate. 0-3 con l'Inter e 0-2 con l'Alba Audace. La sfida si gioca nella cornice del Girone A della Divisione Nazionale. A Marassi la partita sembra non avere storia già dai primi minuti di gara. Al 4' infatti arriva già la rete del vantaggio rossoblù grazie a un rigore trasformato da Virglio Felice Levratto. Tuttavia, il Napoli reagisce in maniera sorprendente e prima della chiusura della prima frazioen, trova la rete del pareggio grazie all'oriundo e capitano Paulo Innocenti, detto "Pippone" per la dimensione del naso (in seguito, aprirà un piccolo bar denominato proprio così).
Il 2T però, evidenzia tutta la differenza di qualità tecnica e tattica fra le due compagini. Al 51', Narizzano riporta il Genoa in vantaggio e due minuti dopo, Gastaldi firma il 3-1. I partenopei si trovano in enorme difficoltà in mezzo al campo e non riescono a controbattere le avanzate genovesi, che instancabili porteranno al 4-1 siglato da Aristodemo Rosso.
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