Dalla decisione del collegio di garanzia del Coni su Juve-Napoli ne sono cambiate di cose...
di Franco Ordine -
Anche l’Ats di Milano si è arresa all’evidenza e alla disparità di trattamento tra calciatori italiani e stranieri costretti nella bolla per qualche giorno. È la conferma, solenne, che il primato dell’autorità sanitaria su quella calcistica e in particolare sul protocollo che aveva funzionato garantendo parità di trattamento per tutti i club feriti dal Covid, non ha retto dinanzi alla realtà. A dire il vero il peccato originale di questo ultimo corto circuito è da ricercare nella sentenza del collegio di garanzia del Coni che non esaminò il merito della questione Juve-Napoli ma si arrese alla forma garantendo il primato delle Asl sulla giustizia sportiva.
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Adesso persino quell’autorità ha dovuto prendere atto della propria impotenza. Perché ha dovuto lasciar partire per le rispettive nazionali cittadini-calciatori stranieri e non ha potuto negare il visto ai cittadini italiani Bastoni, Barella e Sensi attesi a Parma dal ct Mancini e dalla Nazionale per partecipare alla prima sfida che inaugurerà il girone di qualificazione del mondiale 2022 in Qatar. Secondo il dettato dell’Ats avrebbero dovuto restare ad Appiano Gentile. La morale è una sola: se il torneo di calcio non dovesse finire, sapremmo chi ringraziare.
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