L'ex attaccante della viola ha sottolineato l'importanza dell'esperienza per giocare ad alti livelli per tanto tempo: ora è pronto a guidare la sua nazionale ai sedicesimi
Il Curaçao arriva in grande stile per il Mondiale: la squadra su uno scuolabus ad Houston
L'esordio della Bosnia nella Coppa del Mondo si avvicina sempre di più. Il primo match in programma per i bosniaci è datato venerdì 12 alle ore 21. La squadra europea sarà impegnata ad affrontare i padroni di casa del Canada, in una sfida piuttosto complicata. Dopo aver clamorosamente battuto Galles e Italia nei playoff di marzo, i dragoni sono capitati nel girone B contro Qatar, Svizzera e proprio i canadesi.
Il risultato è sorprendente considerando la qualità media della rosa, nonostante siano presenti alcune eccezioni di rilievo. La nuova generazione sembra più che promettente: Tarik Muharemovic del Sassuolo ha avuto una solida prima stagione in A e sembra pronto per salire di livello. Anche gli esterni Alajbegovic e Bajraktarevic sono stati decisivi nella sfida da dentro o fuori e saranno dei pezzi forti del prossimo mercato estivo. A capitanare i nuovi ragazzi, ci penserà il giocatore più forte della storia bosniaca: Edin Dzeko.
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Dzeko e la sorpresa nel giocare a 40 anni
L'attaccante bosniaco è una delle punte più forti degli ultimi 20 anni. La sua carriera parla da sé, con innumerevoli premi collettivi (scudetti in Germania e Inghilterra) e altrettanti riconoscimenti individuali. Dopo il biennio col Fener in cui sembrava tornato ai fasti passati, Dzeko ha disputato disastrosamente metà anno con la Fiorentina, per riprendersi alla grande con lo Schalke 04, con cui ha raggiunto la promozione.
In un'intervista al Guardian, il miglior marcatore della storia della Bosnia, ha rivelato la sua diffidenza iniziale sul giocare a calcio fino a quest'età: "Non avrei mai pensato di poter giocare fino a 40 anni. Fino a 10 anni fa avrei risposto sicuramente che non ce l'avrei fatta. Tuttavia, curando minuziosamente il mio corpo, mi sento ancora al top e in grado di essere ancora decisivo, come visto con Schalke e nazionale. Con gli anni impari a comprendere il valore della cura del corpo e delle gambe".
Dato que nadie pidió: este va a ser el último Mundial con yugoslavos en él. Dzeko, Modric y Perisic serán los representantes en un mundo (y un país) que ya no existe más. Posiblemente también sea el último con jugadores nacidos durante la Guerra Fría
— Juan Pablo Gatti (@GattiJuan) June 8, 2026
Inoltre, Dzeko ne ha approfittato per parlare del Mondiale e della qualificazione a sorpresa: "Nessuno ci considerava una squadra. Durante i playoff si parlava di altro: dello stadio piccolo, dell'Italia, delle tribune... sono felice che abbiamo dimostrato tutto il nostro talento. Per quanto riguarda il girone, mi sento di dire che la Svizzera, un luogo speciale nel mio cuore, è la favorita assoluta".
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