Solo uno si prenderà la gloria di Manchester. Tra poche ore, il verdetto

Sport-Club Freiburg v Borussia Mönchengladbach - Bundesliga

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La rivalità di Manchester affascina. Sempre. Non per la città, sia chiaro. Ma per le due squadre che la rappresentano. Il Blu contro il Rosso. Il City contro lo United. Una sfida che ha cambiato padrone. Nel 2008 è arrivata la svolta. Il fondo arabo ha cambiato la storia dei Citizens. Da quel momento, tutto è cambiato. Il City ha conquistato l’Inghilterra. Poi l’Europa. E, soprattutto, ha iniziato a comandare anche in casa propria. Lo United, per anni padrone assoluto del derby, ha perso terreno. Tanto. Dalla squadra di Ferguson, capace di dominare per un’epoca, è diventato la seconda forza della città. Un paradosso. Quasi impensabile fino a qualche anno fa. Ora, però, può cambiare ancora tutto. Perché in panchina ci sono due volti nuovi. Michael Carrick da una parte. Enzo Maresca dall’altra. Due allenatori alla prima volta assoluta nel derby di Manchester. Due “novellini”. Una rivalità enorme. E una prima volta che nessuno dei due dimenticherà.

Maresca Carrick

Carrick, il protagonista inatteso

Michael Carrick è arrivato in silenzio. Il Manchester faticava. Serviva una nuova guida, qualcuno in grado di dare una scossa. La dirigenza ha pensato ad un tecnico valido e capace di imporre al gruppo una mentalità differente: quell'uomo era Carrick. L'inglese, dopo l'ottima esperienza in Champions, si è guadagnato questa possibilità. E non l'ha sprecata. Perché, nei primi mesi della sua gestione, si è rivisto uno United rivitalizzato: più forte, preciso e in grado di portare risultati. Come la Champions, una qualificazione che mancava da anni. La riconferma c'è stata: Carrick ha rinnovato e si è guadagnato il diritto di stare su quella panchina. Ora la sfida più importante: il derby di Manchester. Per dimostrare di essere grande, bisogna battere i più grandi. E' arrivato il momento.

La Premier di Maresca: ora il City per sognare

Non ha bisogno di presentazioni, Maresca. Il suo curriculum già dice tutto: un Mondiale per Club e una Conference League, bastano per considerarlo di diritto come uno dei migliori tecnici in questo momento. Il Chelsea lo ha trattato con superficialità: alla prima difficoltà, lo hanno mandato via. Una decisione poco felice, visti i risultati della scorsa stagione. Maresca, comunque, si è preso il suo tempo: ha aspettato l'occasione per diventare ancora più grande. A giugno è arrivata: il City lo ha scelto come erede di Guardiola. Una decisione corretta: Enzo è stato il vice di Pep e nel corso degli anni ha assimilato il suo gioco e lo ha fatto suo. L'inizio è stato in crescendo: sconfitta in Community Shield, ma 4 vittorie consecutive tra campionato e Champions. I giocatori sono entusiasti di lui. E Maresca sembra aver già improntato la sua mentalità. Ci sarà tempo per entrare nella storia. O forse può farlo subito. Perché contro lo United potrebbe costruire e posizionare il primo mattoncino di una storia d'amore destinata a diventare importante. La parola al campo. Maresca sfida Carrick. Solo uno prenderà la gloria di Manchester. Tra poche ore, il verdetto.

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