"Se parlandone potrò aiutare anche una sola persona, beh, ne sarà valsa la pena", le parole dell'ex Liverpool
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Andy Carroll rompe il silenzio. L'ex attaccante del Liverpool e della Nazionale inglese ha rivelato il nome dell'uomo che, nel 2019, lo avrebbe aggredito sessualmente mentre dormiva nella sua abitazione. Si tratta di Kevin Adams, coreografo e insegnante di danza già comparso in programmi televisivi britannici. Carroll ne aveva parlato per la prima volta nella sua autobiografia, raccontando un episodio che per anni aveva tenuto lontano dai riflettori. Adams è stato condannato nel 2023 dalla Chelmsford Crown Court e ha scontato una pena detentiva. Ora, dopo che il suo nome è comparso in documenti giudiziari accessibili al pubblico, Carroll ha deciso di confermare pubblicamente l'identità dell'uomo. Una scelta difficile, ma che per il calciatore rappresenta anche un passo verso la possibilità di lasciarsi alle spalle quanto accaduto.
Carroll, dalla molestia subito alla denuncia: "Ora voglio andare avanti"
"Kevin Adams è stato identificato nei documenti del tribunale come il mio aggressore, posso confermarlo". Carroll ha scelto queste parole per raccontare una vicenda che, come ha spiegato, ha condizionato profondamente la sua vita. L'ex Liverpool aveva già raccontato nella sua autobiografia di essere stato aggredito sessualmente nel 2019, spiegando di essersi svegliato mentre un uomo tentava di compiere un atto sessuale su di lui. "Ho subito un'aggressione sessuale. È spaventoso anche solo pensarci, e fino ad ora solo poche persone lo sapevano", aveva scritto. Carroll ha raccontato anche quanto quell'esperienza abbia influito sul suo quotidiano e persino sulla sua carriera.
"Ci pensavo ogni giorno, il che mi rendeva difficile concentrarmi su qualsiasi altra cosa, incluso il calcio". Adams, 59 anni, è stato condannato nel 2023 e inserito nel registro dei criminali sessuali per dieci anni. Ora Carroll vuole guardare avanti. "Spero di poter finalmente iniziare a lasciarmi questo capitolo alle spalle. Sono pronto ad andare avanti". E ha spiegato perché ha deciso di parlarne: "Se parlandone potrò aiutare anche una sola persona, beh, ne sarà valsa la pena".
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