Dire addio allo Stamford Bridge o aspettare otto anni? La nuova proprietà del Chelsea è chiamata a scegliere il futuro dello storico impianto.
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La nuova proprietà del Chelsea è chiamata a prendere una decisione cruciale sul futuro di Stamford Bridge. Come riportato dal Daily Mail, noto quotidiano inglese, la Clearlake Capital ha messo lo stadio come una delle priorità in agenda. Da una parte c'è la possibilità di un trasferimento, dall'altra la ricostruzione della storica casa dei blues ma che potrebbe costringere la squadra a trovare una soluzione temporanea per addirittura 8 anni.
Chelsea, addio a Stamford Bridge?
L'insediamento di Clearlake Capital alla guida del Chelsea ha subito rimesso i riflettori su una questione molto cara in casa blues. Si tratta del futuro di Stamford Bridge, la storica casa del club londinese. L'impianto, costruito nel 1877, non è più adatto cosi com'è ad ospitare le partite del Chelsea. La capienza infatti è di soli 44mila spettatori, molti meno rispetto agli stadi delle squadre rivali. E questo significa meno incassi e meno introiti.
Ultima ipotesi, infine, è quella di demolire l'impianto e ricostruirne uno nuovo. Forse l'idea che più piacerebbe ai tifosi del club. Ma c'è un problema: un lavoro del genere porterebbe via troppo tempo. La stima del progetto dice che si potrebbero sfiorare gli 8 anni di lavori. Secondo il Daily Mail questo vorrebbe significare solo una cosa: trovare un altro stadio in grado di ospitare le partite dei blues per questo lunghissimo lasso di tempo. Il primo nome sulla lista sarebbe quello di Wembley, che già ha ospitato il Tottenham in una situazione simile.
Qualunque decisione verrà presa, dovrà essere sottoposta al CPO - Chelsea Pitch Owners. La CPO è un'organizzazione di tifosi che detiene Stamford Bridge, il terreno di gioco e i diritti sul nome Chelsea Football Club. L'organizzazione no-profit - nata per salvaguardare il club - avrà l'ultima parola su una decisione che potrebbe essere storica.
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