Vikash Dhorasoo segnò il suo unico gol con il PSG il 29 aprile 2006: un destro da 25 metri contro il Marsiglia nella finale di Coppa di Francia.
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Vikash Dhorasoo ha segnato un solo gol con la maglia del Paris Saint-Germain. Per ritrovarlo bisogna tornare al 29 aprile 2006, allo Stade de France, con il Marsiglia dall’altra parte e una Coppa di Francia in palio. Il PSG era già avanti quando, quattro minuti dopo l’intervallo, Modeste M’Bami ripartì e trovò il numero 10 in posizione centrale. Dhorasoo avanzò verso la porta e calciò da lontano. Fabien Barthez si distese alla propria sinistra, il pallone finì in rete.
Era il 2-0. Il Marsiglia avrebbe accorciato le distanze con Toifilou Maoulida, senza riuscire a completare la rimonta. Il Paris vinse 2-1 e alzò la settima Coppa di Francia della propria storia e, Dhorasoo non avrebbe più segnato per il PSG.
PSG-Marsiglia, una finale mai giocata prima
Quella sera allo Stade de France c’erano 79.061 spettatori. PSG e Olympique Marsiglia avevano già alle spalle una rivalità costruita attraverso campionati, trasferimenti e partite entrate nella storia dei due club. In finale di Coppa di Francia, però, non si erano mai incontrati.Il Paris arrivava all’appuntamento dopo una stagione complicata. A dicembre Guy Lacombe aveva sostituito Laurent Fournier e in Ligue 1 la squadra era rimasta lontana dalle prime posizioni. La coppa offriva un’altra strada e il tabellone aveva portato il PSG fino alla partita più sentita possibile.
Pauleta indossava la fascia. Con lui giocavano Bonaventure Kalou, Jérôme Rothen e Dhorasoo, mentre Édouard Cissé e M’Bami completavano il centrocampo. In porta c’era Lionel Letizi. Il Marsiglia di Jean Fernandez aveva Barthez tra i pali, Franck Ribéry, Lorik Cana, Mamadou Niang, Sabri Lamouchi e Frédéric Déhu, capitano del PSG fino a due anni prima.
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Il destro da 25 metri davanti a Barthez
L’azione partì da M’Bami. Il centrocampista camerunese recuperò il pallone nella propria metà campo e lo affidò a Dhorasoo, posizionato centralmente. Il numero 10 accelerò verso la porta. Arrivato a circa 25 metri, anziché cercare un compagno, caricò il destro. Il tiro attraversò lo spazio davanti all’area e puntò l’angolo alla sinistra di Barthez. Il portiere del Marsiglia si allungò, senza riuscire a fermarlo. Al 49’ il PSG era sul 2-0.Dieci anni più tardi L’Équipe riportò Dhorasoo proprio a quella conclusione. Il francese la ricordò come un “pur moment de folie”, un puro momento di follia. Anche il titolo scelto dal quotidiano francese per quell’intervista partiva da quelle parole.
La finale, intanto, non era finita. Il PSG ebbe le occasioni per chiuderla: Kalou e Rothen colpirono i legni, Barthez fermò Cissé. Al 67’ Maoulida riportò il Marsiglia dentro la partita e nel finale l’OM cercò il pareggio, mentre Letizi difese il vantaggio parigino. Al fischio finale Pauleta poteva alzare la coppa.
Un anno prima c’era il Milan
Dhorasoo era arrivato a Parigi nell’estate del 2005, a 31 anni. Veniva dal Milan di Carlo Ancelotti, con cui pochi mesi prima aveva raggiunto la finale di Champions League di Istanbul contro il Liverpool.Per lui significava anche tornare in Francia. Era cresciuto al Le Havre, aveva vinto due campionati con il Lione ed era passato dal Bordeaux prima dell’esperienza italiana. Il PSG rappresentava una nuova tappa in Ligue 1 per un calciatore che aveva trascorso quasi tutta la carriera nel campionato francese.
Il gol non era mai stato la parte principale del suo gioco. Dhorasoo era un centrocampista tecnico, abituato a muovere il pallone e accompagnare l’azione più che a riempire i tabellini. Con il PSG segnò una volta soltanto contro il Marsiglia, in finale.
Dallo Stade de France al Mondiale
Poco più di un mese dopo la vittoria della coppa, Dhorasoo partì per la Germania con la Francia di Raymond Domenech. I Bleus sarebbero arrivati fino alla finale contro l’Italia, persa ai rigori a Berlino. Il suo Mondiale rimase ai margini. Dhorasoo entrò per pochi minuti contro la Svizzera e tornò in campo nel finale della partita con la Corea del Sud. Furono le sue uniche apparizioni nel torneo.
Con sé aveva portato una videocamera. Filmò le giornate trascorse all’interno della Nazionale, gli allenamenti, le attese e soprattutto la condizione di chi osservava gran parte del Mondiale dalla panchina. Quel materiale sarebbe diventato Substitute, il documentario realizzato insieme a Fred Poulet. Quando tornò a Parigi, la sua esperienza al PSG aveva ancora pochi mesi davanti.
La rottura con il PSG
L’inizio della stagione 2006/07 cambiò rapidamente il rapporto tra Dhorasoo e Guy Lacombe. Il centrocampista perse spazio e a settembre criticò pubblicamente alcune scelte dell’allenatore. Il 26 settembre il PSG lo sospese in via cautelare. Poche settimane dopo arrivò il licenziamento per “faute grave”. Il club gli contestava, tra le altre cose, violazioni dell’obbligo di riservatezza e del dovere di lealtà, atti di insubordinazione e disobbedienza e un atteggiamento di provocazione permanente.Dhorasoo contestò il provvedimento e si rivolse al Conseil de prud’hommes di Saint-Germain-en-Laye. Un primo tentativo di conciliazione, nel dicembre 2006, non portò a un’intesa. La controversia proseguì nei mesi successivi. Il 4 luglio 2007, alla vigilia di un nuovo passaggio davanti ai prud’hommes, le parti trovarono un accordo. L’avvocato del giocatore, Olivier Martin, confermò che l’intesa aveva posto fine alla controversia. Una clausola di riservatezza impedì di rendere pubblici i termini economici.
La distanza dalla notte dello Stade de France era minima. Il 29 aprile Dhorasoo correva verso la porta di Barthez davanti a quasi ottantamila persone; meno di sei mesi più tardi la sua esperienza con il Paris era già finita.
L’unico gol rimase quello
Dhorasoo aveva già vissuto molto calcio prima di arrivare al PSG. Le Havre, Lione, Bordeaux, il Milan, la Nazionale francese. A Parigi rimase poco più di una stagione e la separazione fu tutt’altro che ordinaria. Nel tabellino dei suoi gol con il club, però, è rimasta una sola riga.
29 aprile 2006, Stade de France. Finale di Coppa di Francia. PSG-Marsiglia. Quattro minuti dopo l’intervallo M’Bami recupera il pallone e trova Dhorasoo in posizione centrale. Il numero 10 avanza verso l’area. Barthez aspetta davanti alla porta. Dhorasoo calcia e quella sera il pallone entra: Con il PSG non succederà più.
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