Il voto in Brasile può incidere sul futuro del calcio femminile
Neymar, che ritorno: il gol dal dischetto ripreso dal drone è uno spettacolo
Il calcio femminile brasiliano si trova davanti a un passaggio decisivo, dentro e fuori dal campo. A pochi mesi dai Mondiali del 2027, che si disputeranno proprio in Brasile, le elezioni presidenziali potrebbero influenzare profondamente lo sviluppo del movimento, dagli investimenti pubblici alle opportunità per le giovani calciatrici. Un tema che ha spinto alcune protagoniste del pallone brasiliano a intervenire apertamente nel dibattito politico.
Come racconta il Guardian, tra le voci più esplicite ci sono quelle di Carlinha e Tayla Carolina, calciatrici del San Paolo. Entrambe hanno scelto di utilizzare la propria visibilità per parlare delle disuguaglianze sociali e dell'importanza delle politiche pubbliche, in un momento in cui il futuro del calcio femminile si intreccia con quello del Paese.
Carlinha e Tayla Carolina: il calcio femminile dipenderà dalla politica?
Dopo la finale del campionato brasiliano femminile, vinta dal San Paolo contro il Corinthians con un 3-2 complessivo nel doppio confronto, Carlinha ha lanciato un messaggio netto durante un'intervista: "Mai più Bolsonaro al potere". Le sue parole sono legate anche alla storia personale, segnata dalla perdita della nonna durante la pandemia di Covid-19 e dalle critiche alla gestione dell'emergenza da parte dell'allora presidente Jair Bolsonaro.
La calciatrice ha spiegato a Moving the Goalposts di aver sentito la necessità di esprimere la propria posizione in un momento importante per la democrazia brasiliana: "Mi sono sentita sollevata dopo aver espresso la mia opinione personale in un momento così importante per la democrazia brasiliana. Sono una studentessa di giornalismo e so che impatto avrebbe una vittoria della destra alle elezioni".
Caricamento post Instagram...
La giocatrice ha poi raccontato la storia della madre, Doña Dora, che per anni ha lavorato senza ricevere i diritti che le spettavano e ha continuato a lavorare fino a quando la malattia non glielo ha più permesso: "Mia madre ha lavorato per oltre un decennio per qualcuno che non le ha mai riconosciuto i suoi diritti lavorativi. Ha continuato a lavorare finché non è più riuscita a camminare, a causa del cancro che ce l'ha portata via. Non mi ha mai vista giocare, perché non ha mai avuto tempo e non si è mai riposata".
Ha poi allargato il discorso alle profonde disuguaglianze che caratterizzano il Brasile, spiegando perché, da calciatrice e personaggio pubblico, senta il dovere di prendere posizione: "Vengo da un Paese in cui la maggior parte della popolazione è povera, ma che non viene percepito come tale. Questo dimostra l'esistenza di enormi disuguaglianze, derivanti dallo sfruttamento. Sono passati anni e le disuguaglianze sono ancora molto diffuse e io continuo a esserne testimone. Come personaggio pubblico e come persona che ha vissuto esperienze simili a quelle della maggior parte dei brasiliani, sento la responsabilità di far sentire la mia voce".
Infine anche Tayla ha sottolineato la necessità di mantenere un sostegno istituzionale al calcio femminile, spiegando che l'esito delle elezioni influirà sul calcio femminile in Brasile: "Abbiamo ancora bisogno di incentivi governativi, quindi potrebbe non essere immediato, ma il calcio femminile ne risentirà, positivamente o negativamente, a seconda dell'esito delle elezioni".
Le difficoltà economiche e psicologiche delle calciatrici sono confermate anche da uno studio di Fifpro, l'organizzazione internazionale che rappresenta i calciatori professionisti. Il rapporto, al quale hanno partecipato 800 giocatrici, evidenzia come quasi la metà abbia preso in considerazione l'ipotesi di ritirarsi anticipatamente a causa delle pressioni legate alla carriera. In vista dei Mondiali femminili del 2027, in programma in Brasile, Carlinha e Tayla ritengono quindi che le elezioni possano incidere concretamente sul futuro del movimento.
© RIPRODUZIONE RISERVATA