Enzo Fernandez ha deciso di salitare così Messi, che ha recentemente detto addio alla Nazionale argentina.
Dopo il Mondiale, Messi ritorna in campo in MLS e si prende la standing ovation
Il legame tra Enzo Fernandez e Leo Messi parte da molto prima che i due diventassero compagni di Nazionale, precisamente da quando l'ex Barcellona aveva annunciato per la prima volta il suo addio alla Selección, quando Enzo era ancora un ragazzo.
Il centrocampista ha ricordato proprio quel momento in una lettera pubblicata sul proprio profilo Instagram, raccontando di essere rimasto molto triste per la decisione e di aver iniziato a fare dei calcoli sulla loro differenza d'età. L'obiettivo era capire se avrebbe avuto abbastanza tempo per arrivare in prima squadra e riuscire, almeno una volta, a condividere il campo con il suo idolo. Non solo è riuscito a giocarci assieme, ma ha anche contribuito a farlo diventare Campione del mondo nel 2022.
Enzo Fernandez: la lettera d'addio a Messi
Enzo Fernandez, adesso del Chelsea ma vicinissimo ad approdare al Manchester City, ha scelto di ripercorrere il proprio rapporto con Lionel Messi attraverso delle bellissime parole ricche di significato, tornando con la memoria a quando era ancora un giovane ragazzo e il numero 10 rappresentava per lui un punto di riferimento irraggiungibile.
Ecco le parole del centrocampista argentino:
"Leo, quella volta che dicesti che avresti lasciato la Nazionale mi resi molto triste. Ero un ragazzino e facevo i calcoli con la tua età e la mia per vedere se un giorno sarei riuscito a giocare con te. Sembra una fesseria, ma lo facevo davvero: pensavo a quanti anni ti potessero rimanere, a quanti me ne mancassero per arrivare in Prima Squadra e sognavo che, anche solo per una volta, potessimo trovarci insieme con la maglia dell'Argentina. Per fortuna sei tornato. E la vita ha finito per essere molto più bella di quanto quel ragazzino potesse immaginare".
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Hai sempre avuto una parola, un consiglio, un abbraccio o semplicemente il modo di farmi stare tranquillo quando ne avevo bisogno. Questo non lo dimenticherò mai. Oggi mi viene difficile immaginare il prossimo ritiro senza di te. Scendere in campo e non vederti lì davanti, con la numero 10. Sono stati così tanti anni a vederti lì che sembra impossibile pensarla in un altro modo.
Che fortuna che ho avuto, Leo. Che fortuna ha avuto quel ragazzino che faceva i calcoli senza sapere se un giorno sarebbe arrivato in tempo. Grazie per come mi hai trattato, per tutto quello che mi hai insegnato e per avermi permesso di condividere una parte della tua storia. Ci mancherai moltissimo, capitano".
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