Il numero uno di Thrive Capital ammette di aver sottovalutato le dinamiche politiche del calcio dopo il fallimento del FIFA Forward Enterprise

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Joshua Kushner rompe il silenzio sul fallimento del FIFA Forward Enterprise, il controverso progetto promosso da Gianni Infantino secondo cui il 20% dei diritti commerciali del prossimo Mondiale sarebbero stati venduti a investitori privati. L'ormai ex principale investitore dell'iniziativa, nonché fratello del genero di Donald Trump, Joshua Kushner, ha finalmente deciso di esporsi sulla vicenda raccontando il suo punto di vista.

Le dichiarazioni di Kushner

Intervistato ai microfoni del New York Post, Joshua Kushner ha commentato così il coinvolgimento del suo fondo d'investimento (Thrive Capital) nel fallito progetto della FIFA: "Thrive Capital non è riuscita a comprendere la dimensione politica del calcio globale, né fino a che punto alcuni fossero disposti ad arrivare".
Gianni Infantino, Kushner

Continuando, l'imprenditore americano ha sottolineato come l'idea di Gianni Infantino avesse la finalità di far crescere il calcio in tutto il mondo: "L'iniziativa prevedeva un investimento significativamente maggiore nei paesi in via di sviluppo per coltivare i talenti locali, sostenere il calcio di base, migliorare l'esperienza dei tifosi e, in definitiva, far crescere il calcio in tutto il mondo".

Gianni Infantino, Kushner
BUDAPEST, UNGHERIA - 30 MAGGIO: Gianni Infantino, Presidente della FIFA, è presente prima della finale di UEFA Champions League 2026 tra Paris Saint-Germain e Arsenal FC alla Puskas Arena di Budapest, Ungheria, il 30 maggio 2026. (Foto di Carl Recine/Getty Images)

"Non ci saremmo lasciati coinvolgere"

Nel corso dell'intervista, lo stretto collaboratore del presidente americano Donald Trump ha espresso la sua posizione riguardo il lato commerciale del calcio mondiale affermando: "Storicamente, il denaro nel calcio è concentrato nelle mani di un piccolo gruppo di Paesi. Si trattava di un'idea su cui ogni federazione membro avrebbe votato, non di un obbligo o di una decisione definitiva. Pur condividendo le motivazioni della FFE, non abbiamo valutato appieno le dinamiche politiche del calcio globale e fino a che punto alcuni sarebbero arrivati. Thrive vanta una lunga esperienza come partner di tutte le parti interessate".

Per poi chiudere l'intervento con un controverso: "Se avessimo saputo come la situazione sarebbe degenerata, non ci saremmo lasciati coinvolgere".

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