Il vicesegretario generale della UEFA, Giorgio Marchetti, critica il progetto FIFA Forward Enterprise: "Rotti dei rapporti di fiducia"

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Lo scontro tra UEFA e FIFA continua a inasprirsi. Giorgio Marchetti, vicesegretario generale dell'organo calcistico europeo, ha usato parole durissime nei confronti del presidente della FIFA, Gianni Infantino, criticando il processo che ha portato al deterioramento dei rapporti tra UEFA e FIFA e il progetto FIFA Forward Enterprises, idea definitamente sfumata secondo la quale il 20% dei diritti commerciali dei prossimi Mondiali sarebbero stati venduti per la prima volta nella storia a investitori privati.

"Ferita difficile da ricucire"

Intervenuto ai microfoni di Radio Anch'io Sport, Giorgio Marchetti ha criticato apertamente l'operato di Gianni Infantino dichiarando: "Il caso del FIFA Forward Enterprise, cioè il tentativo di vendere una fetta dei diritti dei Mondiali a investitori privati, e le modalità con cui l'iniziativa è stata gestita ha aperto una ferita difficile da ricucire in questo sport".
Giorgio Marchetti, Infantino

Giorgio Marchetti, Infantino
AMBURGO, GERMANIA - 2 DICEMBRE: Il vicesegretario generale della UEFA, Giorgio Marchetti, con il trofeo di UEFA EURO 2024 durante il sorteggio del torneo finale di UEFA EURO 2024 presso l'Elbphilharmonie il 2 dicembre 2023 ad Amburgo, in Germania. (Foto di Alexander Scheuber/Getty Images)

Proseguendo il discorso sul progetto del Forward Enterprises, il vicesegretario generale della UEFA ha spiegato: "L'idea ha mostrato delle grandi fragilità per quel che riguarda il sistema di governance della FIFA, adesso sotto i riflettori. Questo ha portato ad una rottura di rapporti di fiducia tra la FIFA e la UEFA".

Giorgio Marchetti su Euro 2032

Nel corso dell'intervento, Marchetti ha poi parlato dei lavori in vista degli Europei 2032, che si terranno in Italia e in Turchia, affermando: "Nel momento in cui sto parlando, l'Italia ha un pesante ritardo per ciò che concerne gli impianti. Spero che la documentazione sarà sufficiente a chiarire le perplessità sui cinque stadi che l'Italia dovrà presentare per ospitare gli Europei del 2032".

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Infine, il dirigente sportivo italiano ha chiuso il suo intervento sostenendo: "Chiaramente necessitiamo di stadi esistenti e conformi alle norme. E qualora non fossero esistenti, almeno che abbiano completato l'intero iter di autorizzazioni, progettistica e fondi".

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