Intervisto a L'Equipe, l'ex attaccante ha parlato della nomina a CT della Nazionale del suo compagno di squadra e amico fraterno
Zidane non ha ancora perso il suo tocco magico: che show a Shanghai!
Dopo 14 anni sotto la guida di Didier Deschamps la Francia si prepara ad iniziare la sua nuova era al fianco di Zinedine Zidane. L'ex fenomeno del Real Madrid è stato nominato nuovo CT della Nazionale transalpina appena pochi giorni dopo il KO della Francia nella finalina per il terzo posto contro l'Inghilterra. Un momento che tutti i tifosi della Francia aspettavano, molto meno invece Christopher Dugarry. Intervistato da L'Équipe, l'ex attaccante ha ammesso di non aver mai immaginato inizialmente Zidane come tecnico. Ecco le sue parole.
Francia, Dugarry sulla nomina a CT di Zidane: "L'ho capito solo quando ha iniziato la carriera di allenatore"
La nomina di Zinedine Zidane come allenatore della Francia ha creato grande entusiasmo tra i tifosi transalpini. L'ex centrocampista e attaccante di Juventus e Real Madrid era stato accostato alla panchina dei Blues già da mesi. La Federazione non vedeva nessun altro per sostituire Didier Deschamps e durante la conferenza di presentazione, lo stesso Zizou ha ribadito che diventare il nuovo allenatore della Francia "è molto meglio delle 3 Champions League con il Real Madrid". Parole che non lasciano spazio ad interpretazioni.
Christophe Dugarry est l'ami de Zidane depuis 1992, et sans doute la personne qui le connaît le mieux dans le milieu du foot. Il ne l'imaginait pas forcément devenir entraîneur mais considère que c'est dans ce rôle qu'il a retrouvé la flamme. https://t.co/icKTY25XMP pic.twitter.com/r3fV0R03am
— L'Équipe (@lequipe) July 31, 2026
Sulla nomina di Zidane come nuovo CT della Francia è recentemente intervenuto Christopher Dugarry, ex attaccante e amico fraterno del neo allenatore. In un'intervista concessa a L'Equipe, Dugarry si è detto molto sorpresa della scelta da parte della Federazione. Questo perché: "Può sembrare assurdo, ma prima non me lo immaginavo. Ero convinto che sarebbe rimasto nel calcio, ma lo vedevo come presidente, proprietario, azionista o dirigente, non in panchina. Ho capito che sarebbe diventato allenatore soltanto quando lo è diventato davvero".
Secondo l'ex campione del mondo del 1998, è stato il lavoro quotidiano sul campo a riaccendere qualcosa dentro Zizou: "Forse è l'odore dell'erba che gli dà questa sensazione. È una persona che si alza prestissimo e quando allenava il Castilla mi diceva sempre quanto gli piacesse stare sul terreno di gioco con i ragazzi. Preparare gli esercizi, lavorare con i collaboratori, sistemare i cinesini, toccare il pallone. Tutto questo lo entusiasma, lo vive con grande intensità. Gli ha ridato l'adrenalina che aveva perso", ha spiegato.
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