La stampa inglese attacca l'ex allenatore del City in seguito alle sue parole in sostegno del club, accusandolo di complicità nei reati commessi.

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La bufera intorno al caso Manchester City sembra non placarsi e continua a far discutere in Inghilterra, facendo finire questa volta Pep Guardiola al centro delle critiche. L'ex allenatore dei Citizens, alla guida del club dal 2016 al 2025, anni nei quali ha conquistato numerosi trofei proprio nel periodo interessato dalle contestazioni per le presunte irregolarità del club, avrebbe difeso la sua vecchia squadra dalle critiche schierandosi completamente dalla parte della società. Le sue parole non sono però passate inosservate e hanno provocato una dura reazione da parte della stampa inglese, in particolare da Matthew Syed, opinionista del Times, che ha accusato Guardiola di aver gestito a lungo un club "corrotto" e di essere a sua volta un "impostore".

Guardiola

Le parole di difesa di Guardiola e l'attacco della stampa inglese

L'ex allenatore del City aveva espresso il suo sostegno al club inglese sui social media, difendendo la sua squadra a spada tratta: "Voglio che tutti sappiano che sono qui, più che mai. Sono sempre stato e continuerò a essere al fianco del mio club, del mio proprietario, del mio presidente Ferran, dei giocatori, dello staff tecnico, di Enzo e di voi, i nostri tifosi unici. Supereremo tutto questo insieme, vi voglio bene".
Il giornalista Matthew Syed ha risposto alle parole di Guardiola, in un articolo pubblicato sul Times, accusandolo con tono ironico di complicità nei reati commessi: "O Pep era a conoscenza di tutto, e allora non è né un visionario né una leggenda, ma soltanto un impostore, oppure non ne sapeva nulla e, in quel caso, sarebbe la persona più miope del mondo. Non sono un contabile forense, ma da oltre dieci anni metto in discussione gli accordi finanziari del City, nonostante gli insulti e le minacce ricevute. E Pep non si è accorto di niente? Non vedeva cosa stava succedendo?".

Guardiola
MANCHESTER, INGHILTERRA - 24 MAGGIO: Pep Guardiola, allenatore del Manchester City, osserva la scena durante la cerimonia di addio dopo la partita di Premier League tra Manchester City e Aston Villa all'Etihad Stadium, il 24 maggio 2026 a Manchester, Inghilterra. (Foto di Dan Mullan/Getty Images)

Ha infine aggiunto: "È senza dubbio un grande stratega, capace di ottenere risultati importanti in diversi club, ma bisogna essere onesti: la sua eredità resterà inevitabilmente legata al periodo trascorso all'Etihad, dove secondo questa critica la vera magia sarebbe stata fatta dai contabili più che dall'allenatore. Oggi sappiamo che guidava un club corrotto, sostenuto da contratti corrotti e alimentato da aziende corrotte, in quella che ormai possiamo definire un'epoca di corruzione".

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