Lo storico allenatore celebra l'incredibile impresa della sua nazionale nel post partita, capace di superare i favoriti grazie a una difesa eroica

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Paraguay agli ottavi! La reazione dei tifosi ad Asunción al rigore decisivo

Gustavo Alfaro ha preso la guida del Paraguay nel 2024, dopo le esperienze con Ecuador e Costa Rica. Il tecnico, 63 anni e 669 panchine alle spalle, ha costruito un percorso solido da 11 vittorie, 7 pareggi e appena 5 sconfitte, culminato nell'impresa ai Mondiali 2026. Nella conferenza stampa post partita ha celebrato i suoi ragazzi con parole storiche: "Sono entrati 26 guerrieri e ne sono usciti diventati leggenda".

Paraguay, un successo storico che Alfaro definisce così: "Resistere è la nostra identità"

La partita del Paraguay è stata un manifesto di totale sacrificio. L'1-1 finale è il risultato di una logorante battaglia di nervi, vinta poi ai calci di rigore.
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Paraguay v Nicaragua - International Friendly
ASUNCION, PARAGUAY - 5 GIUGNO: Matias Galarza festeggia con l'allenatore Gustavo Alfaro dopo aver segnato il terzo gol della squadra durante l'amichevole internazionale tra Paraguay e Nicaragua allo stadio Defensores del Chaco il 5 giugno 2026 ad Asuncion, Paraguay. (Foto di Christian Alvarenga/Getty Images)

Un match estenuante per il tecnico, che non ha mai smesso di credere nella squadra. Queste le sue dichiarazioni in sala stampa: "Resistere fa parte della nostra carta d'identità. Questi ragazzi sono pronti a dare il cuore. Quelli che avevamo di fronte si sono formati nelle migliori accademie d'Europa; noi rappresentiamo le strisce della nostra maglia, fatte della terra rossa da cui proveniamo. L'ho vissuta con intensità: sapevamo di affrontare una delle favorite".

La tattica e il cuore che hanno ingabbiato i tedeschi

Il capolavoro tattico ha disinnescato la Germania. I giocatori hanno capito le necessità del match, compiendo un logorio enorme per non concedere spazi. Alfaro ha analizzato così la sfida: "Soffriamo per i nostri limiti, magari avessimo più strumenti. Le condizioni erano esigenti: la temperatura era alta e lo sforzo costante per rientrare ci toglieva le energie per attaccare".
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Il CT ha spiegato che la sconfitta al debutto con gli Stati Uniti è stata il passaggio fondamentale che ha insegnato tanto al gruppo, ironizzando poi sulla tensione dei rigori prima dell'elogio finale: "Se non avessimo imparato da quel ko, forse oggi non avremmo vinto. Sembra che se non soffriamo non valga la pena, a un certo punto mi verrà un infarto! È stata una miscela di sangue e utopia che ha reso reale l'impossibile: la vittoria più grande della mia carriera. È meraviglioso che festeggi tutto il Paese. Un giorno di festa nazionale, questo è il potere del calcio. Potremo avere mille difetti, ma il cuore non si cede".

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