Dalla scelta di restare sull’isola al contributo alla promozione: il giornalista di Diario AS e Radio Cadena SER ricorda De Miguel

Jesus de Miguel aveva scelto Tenerife per continuare a inseguire il suo sogno, trovando sull’isola una casa e l’affetto dei tifosi. L’attaccante, arrivato dal Castellón e protagonista con i suoi gol della promozione in Segunda División, è morto in ospedale dopo il violento scontro con il portiere dell’Andorra Jesús Owono. Una tragedia che ha sconvolto il club e la sua comunità.

Nel dolore, Tenerife si è stretta intorno alla moglie di Jesus de Miguel alla loro bambina e ai genitori del calciatore. È da questo abbraccio che passa il ricordo di un ragazzo umile e riservato, capace di lasciare un segno oltre i risultati. A raccontarlo ai microfoni di DerbyDerbyDerby è Alejandro Skale, giornalista di Diario AS e Radio Cadena SER, che segue il Tenerife ed era presente allo stadio.

Tributes Laid For Jesus de Miguel in Tenerife

Jesus de Miguel, la scelta di Tenerife e il dramma

Tu che segui da vicino il Tenerife, chi era Jesus de Miguel dentro e fuori dal campo? Hai un ricordo personale o un aneddoto che permetta ai lettori italiani di conoscerlo meglio?

«Ho avuto poche occasioni di conoscere Jesus de Miguel. Era un ragazzo molto introverso, piuttosto timido, che non concedeva molte interviste. Quando parlavi con lui, però, emergeva soprattutto la sua serietà: era molto concentrato sul lavoro e sulla sua vita da calciatore. Prendeva questa professione molto sul serio: era il suo sogno fin da bambino ed era riuscito a realizzarlo."

"Posso raccontare un aneddoto che non ho vissuto direttamente e che risale alla scorsa estate, quando il Tenerife è stato promosso ed è tornato in Segunda División. Jesus non rientrava nei piani del nuovo progetto ed era uno dei giocatori della stagione precedente che avrebbero potuto lasciare la squadra. Aveva mercato e il Tenerife pensava di ricavare qualcosa dalla sua cessione. C’erano diverse società spagnole interessate e aveva ricevuto offerte: anche il Real Saragozza lo ha cercato fino all’ultimo. Lui, però, ha sempre detto di voler restare. Lo ha ribadito fino all’ultimo giorno di mercato, perché a Tenerife si trovava molto bene."

"Voleva una seconda opportunità in Segunda División: ne aveva già avuta una con il Castellón, ma non era andata bene. Aveva quindi deciso di restare e lottare per ritagliarsi il proprio spazio. Poco alla volta ci stava riuscendo. Aveva iniziato la stagione in panchina, ma nelle ultime partite Cervera gli stava concedendo più minuti e lo stava coinvolgendo maggiormente. Non era titolare, ma giocava molto di più rispetto all’inizio del campionato. Se avesse deciso di andare al Saragozza, che era disposto anche a pagare per il suo trasferimento, la storia sarebbe stata diversa. Lui, però, aveva scelto di restare: si trovava benissimo, così come la sua famiglia, e sentiva che Tenerife gli aveva dato tanto."

Come giudichi, dal punto di vista tecnico e sportivo, l’uscita di Jesús Owono? Quali aspetti dell’azione ritieni più rilevanti per comprendere quanto accaduto?

"L’uscita del portiere Owono è stata una follia, perché è stata totalmente spropositata e non c’era alcun motivo per intervenire così. È vero che, da quando l’Andorra ha segnato il 2-1, la partita era sul 2-0 e l’Andorra aveva accorciato su rigore, il suo portiere ha cominciato un po’ a litigare con tutti. Si è rivolto alla tribuna, alla panchina del Tenerife, ha scambiato parole con alcuni giocatori. Quando è stato espulso il portiere del Tenerife, ha avuto un faccia a faccia anche con lui."

"Insomma, ha cominciato a innervosirsi e forse, per tutto questo e perché il pubblico lo stava fischiando per il suo atteggiamento, è uscito come un pazzo su Jesus de Miguel. Credo che non abbia nemmeno guardato il pallone: è andato a commettere fallo. Ovviamente non ha mai pensato di ucciderlo né di provocare quello che è successo, ma è intervenuto in maniera spropositata e con troppa forza. Inoltre, aveva il ginocchio all’altezza del petto: un intervento un po’ alla cieca, fuori controllo. È evidente che non avesse quell’intenzione, ma è andata così. È stato un colpo gravissimo, gravissimo, che ha portato a questo tragico epilogo. Anche se nel finale gli animi si erano un po’ scaldati, non era successo granché che potesse spiegare un episodio del genere o una simile reazione."

"Inoltre, De Miguel era quasi di spalle e aveva accanto due difensori dell’Andorra. Il fallo è avvenuto a centrocampo, quindi il portiere avrebbe potuto aspettare un po’, perché probabilmente i suoi due compagni avrebbero recuperato il possesso: il pallone arrivava dall’alto, era conteso e De Miguel era di spalle. Non era facile controllarlo e riuscire a segnare. Ma il portiere è uscito in quel modo e il suo intervento ha avuto un esito tragico."

jesus de miguel
Fonte: cdtenerife

I soccorsi e le indagini: "L’intervento dei medici è stato rapidissimo"

Come si sono svolti i soccorsi sul terreno di gioco? Quali informazioni sono state confermate sulla gestione dell’emergenza e quali aspetti restano da chiarire?

"Guarda, i soccorsi sono stati rapidissimi. Gli stessi compagni e avversari di De Miguel hanno subito chiamato i medici. Prima sono entrati quelli del Tenerife, poi è intervenuta la Croce Rossa, che solitamente è presente alle partite di calcio per affiancare i medici. Sono entrati anche i sanitari dell’Andorra. È rimasto a terra a lungo, circa dieci o quindici minuti. Stando a quanto viene riferito, avrebbe avuto due arresti cardiorespiratori in conseguenza del colpo, almeno uno dei quali sul terreno di gioco. Sono riusciti a rianimarlo attraverso una serie di manovre. De Miguel non ha mai ripreso conoscenza: ha recuperato il polso e la respirazione, ma dopo il colpo non è mai tornato cosciente. È quindi rimasto privo di conoscenza per tutto il tempo."

"Una volta stabilizzato, lo hanno portato all’ambulanza, che non era entrata in campo ma aspettava nei pressi di una delle bandierine del calcio d’angolo. Da lì sono partiti verso l’ospedale, dove è stato ricoverato rapidamente in terapia intensiva. È rimasto lì fino a oggi. Il primo bollettino medico è arrivato intorno alle sette e riferiva che le sue condizioni erano stabili, pur nella gravità della situazione. Alle quattro del mattino è stato comunicato che il quadro neurologico si era complicato, cioè che anche il cervello era stato colpito. Alle otto è stata confermata la morte."

"La magistratura sta indagando anche per verificare se tutte le procedure siano state seguite correttamente: la gestione dell’ambulanza, la tempestività dell’intervento dei medici ed eventuali negligenze. Sono tutti aspetti oggetto di indagine. Ma, per quello che ho potuto vedere dalla cabina radio in cui mi trovavo, non mi è sembrato che i medici abbiano agito male: stavano semplicemente cercando di rianimarlo il più rapidamente possibile per poterlo trasferire in ospedale."

Sono state avviate indagini per chiarire l’accaduto: che cosa sappiamo finora e quali saranno i prossimi passi?

"La magistratura ha aperto un’indagine giudiziaria, come avviene abitualmente, per prassi, quando si verifica un fatto di questo tipo. Si indagherà innanzitutto sul giocatore, per accertare quali responsabilità abbia avuto nell’accaduto, e poi su tutte le procedure, per verificare se si sia svolto tutto correttamente. È ciò che viene fatto normalmente quando succede qualcosa del genere. Nei prossimi giorni l’indagine seguirà il suo corso. Immagino che verranno convocate anche le persone coinvolte per ascoltare le loro versioni e raccogliere le testimonianze: i medici, i giocatori e lo stesso portiere. Comunque sì, l’indagine giudiziaria è già stata avviata."

Tributes Laid For Jesus de Miguel in Tenerife
SANTA CRUZ DE TENERIFE, SPAGNA - 3 NOVEMBRE: Fiori vengono deposti per rendere omaggio all’attaccante del Tenerife Jesús de Miguel all’esterno dello stadio Heliodoro Rodríguez López il 3 novembre 2026 a Santa Cruz de Tenerife, Spagna. L’attaccante del Tenerife Jesús de Miguel è morto martedì all’età di 30 anni per un arresto cardiaco in seguito a uno scontro durante una partita contro l’Andorra. (Foto di Pablo Blazquez Dominguez/Getty Images)

Le scuse di Owono e l’abbraccio del Tenerife alla famiglia di De Miguel

Dopo la tragedia, ci sono state dichiarazioni da parte di Jesús Owono o dell’Andorra? Che cosa sappiamo della loro reazione?

"Mi risulta che l’Andorra abbia pubblicato un comunicato ufficiale proprio poco fa. Non ho ancora potuto leggerlo. Immagino che esprima cordoglio e dolore per quanto accaduto. Owono, invece, ha parlato al suo arrivo ad Andorra. Credo anche che abbia chiuso i suoi account sui social perché riceveva insulti e minacce. Ha spiegato, a grandi linee, che non aveva mai avuto intenzione di provocare quello che è successo e che, se potesse tornare indietro, agirebbe senza dubbio in modo diverso: non sarebbe intervenuto in quel modo, avrebbe agito diversamente. Ovviamente ha chiesto scusa e ha espresso vicinanza alla famiglia per quanto accaduto."

"Si è anche lamentato delle minacce ricevute da tante persone che lo chiamavano “assassino”. Ma è vero che si è scusato: lo ha fatto pubblicamente al suo arrivo ad Andorra. A dire la verità serve a poco, perché ormai quello che è successo è successo. Però almeno ha avuto questo gesto. La mia opinione personale è che questa vicenda lo segnerà per tutta la carriera."

Quale rapporto aveva costruito De Miguel con i compagni e con i tifosi? Che cosa aveva significato per lui contribuire alla promozione del Tenerife?

"De Miguel è arrivato al Tenerife con il piede giusto. Il club lo aveva acquistato dal Castellón pagando per il suo trasferimento ed era stato uno degli acquisti, diciamo, “di punta” della scorsa stagione, quando il Tenerife giocava in Primera Federación, la terza divisione spagnola. Avevano preso un attaccante che veniva da buone prestazioni con il Castellón e c’era molto entusiasmo intorno a lui. Infatti, aveva cominciato benissimo lo scorso campionato: se non sbaglio, aveva segnato dieci gol in sette partite. Aveva avuto una partenza davvero straordinaria in termini realizzativi."

"Poi si era infortunato nella zona del pube e aveva perso la titolarità: era rimasto fuori per diversi mesi, senza poter giocare. Era rientrato nel finale di stagione, ma non era più così determinante. In quell’ultima fase aveva segnato soltanto un gol e partiva più spesso dalla panchina che da titolare. Nonostante questo, i tifosi gli volevano molto bene, perché vedevano quanto si impegnasse. Era un ragazzo molto umile e, come ti dicevo prima, molto introverso. Aveva dato tanto al Tenerife: quei dieci gol iniziali avevano permesso alla squadra di insediarsi subito nelle prime posizioni della classifica."

"Il Tenerife era rimasto al primo posto per tutto il campionato e nessuno era riuscito a raggiungerlo. Quell’ottimo avvio, favorito dai gol di De Miguel, aveva avuto un peso importante. Poi è vero che il suo rendimento era un po’ calato e quest’anno non era ancora riuscito a segnare, ma i tifosi gli erano sempre rimasti affezionati, perché era un ragazzo che aveva sempre dato il proprio contributo alla squadra."

Come stanno reagendo il club e l’isola a questa perdita e quali iniziative sono state confermate per rendergli omaggio?

"Bisogna dire che il club, fin dal primo momento, si è subito mobilitato per il giocatore. Hanno avvisato i suoi genitori affinché partissero urgentemente da Madrid per Tenerife. Sono arrivati sull’isola ieri sera per poter vedere il figlio. Credo che fossero consapevoli della gravità della situazione. Il club è sempre stato vicino a sua moglie e alla loro bambina, che ha un anno e mezzo. Li hanno accompagnati ieri sera e anche questa mattina, quando si è saputa la notizia, erano in ospedale. Sono arrivati anche i suoi compagni, per stare tutti insieme e fare compagnia alla moglie e ai genitori del ragazzo."

"Credo sia previsto un omaggio allo Stadio Heliodoro, davanti alla porta numero nove: verranno deposti dei mazzi di fiori e si osserverà un minuto di silenzio. Il club ha inoltre chiesto di rinviare le prossime due partite, una di campionato prevista per sabato e una di Coppa del Re, che non si giocheranno. Questo sabato ci sarà una sorta di cerimonia allo stadio, qualcosa di simile a una messa, per rendere omaggio a De Miguel."

"Credo che dopodomani lo riporteranno nella sua terra, a Madrid, dove si terranno la veglia funebre e la sepoltura. Suppongo che sarà presente anche una folta delegazione del Tenerife: giocatori, allenatore, presidente e altri rappresentanti del club. Fin dal primo momento la società si è stretta intorno al ragazzo, sperando che non finisse così. Purtroppo, invece, è andata come è andata."

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