Tra sponsor cinesi in fuga e polemiche internazionali: l'ex allenatore di Real Madrid e Cina, Jose Camacho, commenta la controversia che sta coinvolgendo Kylian Mbappé

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Il caos scoppiato tra il mercato cinese e Kylian Mbappé non cessa di provocare polemiche all'interno dell'ambiente del Real Madrid e di tutto il calcio spagnolo. Questa volta, a commentare la vicenda, ci ha pensato l'ex allenatore Jose Antonio Camacho, ex tecnico dei Blancos e proprio della Nazionale cinese, il quale lancia un messaggio e apre una riflessione sulle possibili conseguenze della vicenda, alludendo anche a probabili vie legali.

Camacho sulla vicenda: "Non è facile, loro pensano di essere padroni del mondo"

Jose Antonio Camacho, commissario tecnico della nazionale cinese dal 2011 al 2013, è intervenuto ai microfoni del programma radiofonico spagnolo 'El Partidazo de COPE', per commentare la polemica scoppiata in Cina dopo dichiarazioni di Kylian Mbappè sul meme che lo vedeva nei panni di Mao Zedong, tramite fotomontaggio. L'ex allenatore ha spiegato di non aver ricevuto, durante la propria esperienza in Cina, un vero e proprio manuale con le indicazioni sugli argomenti da evitare, tuttavia gli incontri con le alte cariche istituzionali gli avevano permesso di comprendere chiaramente l'approccio del Paese: "Loro ti dicono sempre che devi adattarti alle loro regole, al loro modo di fare e a tutto quello che fanno. Pensano di essere i padroni del mondo sotto ogni aspetto, e non è facile", ha raccontato Camacho.
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Poi il passaggio più significativo, con un avvertimento diretto al Real Madrid e allo stesso Mbappé, ai quali ha spiegato: "Gli consiglierei di avere buoni avvocati, perché loro interrompono immediatamente i rapporti e poi te la devi vedere con la FIFA, con la UEFA, o con chiunque sia competente in materia". Parole che raccontano anche il punto di vista di chi ha conosciuto direttamente il sistema sportivo cinese e che contribuiscono a delineare la delicatezza della situazione in cui si è ritrovato coinvolto il fuoriclasse francese.

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MADRID, SPAGNA - 18 GENNAIO: il manager dell'Osasuna, Jose Antonio Camacho, lancia istruzioni alla sua squadra durante la partita di La Liga tra Real Madrid e Osasuna il 18 gennaio 2009 a Madrid, Spagna. (Foto di Denis Doyle/Getty Images)

Il caso Mbappé: il meme, la reazione della Cina e le scuse

Ad aver fatto scaturire la furia della Cina ci sono le dichiarazioni rilasciate da Mbappé durante un'intervista al programma francese 'The Bridge', risalenti ad aprile 2026 ma diventate virali solo nei giorni scorsi, nelle quali il francese ha raccontato quale sia il meme che più lo ha divertito girando online, con le conseguenze che, in Cina, tra aziende indignate e la sospensione delle trasmissioni spagnole, non si sono fatte attendere. Lo scorso 27 ottobre, è perciò arrivato il comunicato ufficiale dello stesso Mbappé tramite i propri social, riconoscendo l'infelicità delle proprie parole nei confronti del passato del popolo cinese: "Comprendo solo ora che si è trattato di un commento che ha ferito molte persone in Cina e nella comunità cinese in tutto il mondo, sono sinceramente dispiaciuto".

Anche il presidente della Liga, Javier Tebas, e successivamente il Real Madrid, sono intervenuti pubblicamente per porgere le proprie scuse. Tuttavia, stando a quanto riportato dai diversi media, Pechino ha chiesto al club una presa di posizione ufficiale. Per il Real Madrid, ora, la priorità è ricostruire i rapporti con un mercati strategico e limitare i danni di una vicenda che, nata da un meme, ha assunto dimensioni ben più grandi.

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